AA.VV. - Redvci - Sprezzante Advnata Di Noi, Vltimi Indomiti

Copertina SV

Info

Genere:Compilation
Anno di uscita:2025
Durata:65 min.
Etichetta:Perimetros

Tracklist

  1. ZETAZEROALFA DRUMO - WOKKA-FEM OFFICER
  2. AIN SOPH - OLTRE LA VITA
  3. SPQR - GLORYHOLE
  4. ZETAZEROALFA - YAKUZA BLUES
  5. BOSLIDE - NAZIDAS
  6. NEROALFA - DA AACHEN A SPARTA
  7. MMLTX - LA COLPA DI ESSERE UOMINI
  8. DRITTARCORE - ASFISSIA
  9. FRANGAR - VIVERE
  10. SPECTRE - INNO ALLA GLORIA
  11. NEMICI DEL POPOLO - NESSUNA RITIRATA
  12. CORAZZATA VALDEMONE - INNO DEI REDUCI
  13. DEVIATE DAMAEN - PROSLOGION ENDEKA

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Esistono dischi il cui principale punto d'interesse risiede nella musica contenuta ed altri che assumono un significato più ampio in quanto espressione di una determinata scena culturale, sociale o ideologica. "Sprezzante adunata di noi, ultimi indomiti" appartiene senza dubbio alla seconda categoria, presentandosi come una compilation che riunisce gruppi, musicisti e personalità riconducibili all'area della destra radicale italiana.

E' quindi palese come tale progetto, dedicato alla memoria di Yorga, ex Aborym ai tempi dello storico "Kali Yuga Bizarre" e scomparso il 3 giugno del 2024 nonchè co-ideatore e promotore di tale progetto, sia concepito principalmente come momento aggregativo e identitario, volto a raccogliere sotto un'unica insegna sensibilità e percorsi artistici differenti ma accomunati da un preciso retroterra ideale. Per questo motivo l'opera va probabilmente letta anzitutto come fotografia di una realtà culturale e musicale ben definita, più che come una semplice raccolta di canzoni.

Canzoni che, lo dico in tutta tranquillità, a livello meramente musicale spesso a dir poco mi sfuggono, cosa che sovente capita quando di mezzo c'è Volgar (anche promotore della stessa compilation) dei Deviate Damaen, come accaduto peraltro in occasione del loro ultimo lavoro "Soqquadro Tanz"; la provocatoria opener "Wokka-Fem Officer" degli Zetazeroalfa Divisione Rumore è qualcosa che va oltre la mia competenza e comprensione, su una base disco marziale, completamente al di fuori di un qualsivoglia panorama rock.

Mi ambiento decisamente meglio con la successiva "Oltre la Vita" degli Ain Soph, formazione a dir poco storica con oltre quarant'anni di musica alle spalle, fatta di industrial, post-rock psichedelico ed ambient; ma come detto, l'intero "Redvci" (lo chiameremo così per comodità) si sviluppa lungo coordinate piuttosto eterogenee, congeniali a chi ha decisamente meno barriere musicali del sottoscritto.

Per fortuna in mio aiuto arrivano gli SPQR con "Gloryhole" che finalmente approda sui miei lidi, con un thrash-core urbano e violento, così intenso che con un growl potrebbe essere tranquillamente identificato come death metal, peraltro di buona fattura, assolo incluso.

Rock, hard rock, canzone d'autore, black metal, elettronica o sperimentale, dalla musica sacra al teatro e sonorità più marziali/dance convivono all'interno di una tracklist che alterna episodi energici ad altri maggiormente riflessivi e come spesso accade nei lavori collettivi il livello qualitativo risulta inevitabilmente discontinuo: alcuni contributi emergono grazie a una scrittura più efficace e a una maggiore personalità interpretativa, mentre altri privilegiano pressochè unicamente il messaggio e l'appartenenza rispetto ad una ricerca musicale che spesso e volentieri esce nettamente dalla sfera di competenza del sottoscritto.

Da questo punto di vista i momenti che ho trovato maggiormente interessanti sono indubbiamente l'epicità metal di "Da Aachen A Sparta" da parte dei Neroalfa, con i riconoscibilissimi vocalizzi proprio di Volgar, l'oscura marcia di "La Colpa Di Essere Uomini" da parte dei MMLTX e l'industrial ossessivo di "Vivere" dei Frangar; invero curioso e degno di nota il rap metal mistico di "Asfissia" di Drittarcore con una proposta quantomeno personale.

La varietà dei partecipanti contribuisce comunque a mantenere vivo l'ascolto, offrendo una panoramica ampia delle diverse sfaccettature presenti all'interno di questa particolare nicchia artistica. L'elemento che accomuna i vari brani non è tanto una comune direzione sonora quanto un immaginario condiviso, che rappresenta il filo conduttore dell'intera raccolta.

Sotto il profilo produttivo il lavoro appare generalmente curato, pur con le inevitabili differenze derivanti dalla provenienza e dalle caratteristiche dei singoli contributi. Ne risulta un insieme che privilegia la testimonianza e la rappresentazione di una scena rispetto alla ricerca di una totale omogeneità stilistica.

Al di là delle posizioni ideologiche espresse dai partecipanti che ciascun ascoltatore valuterà secondo la propria sensibilità ma che indubbiamente qualora condivise potrebbero avvicinarlo non poco alla tavolta assai criptica proposta (mi perdonino ma in tale ambito devo citare ancora una volta i Deviate Damaen con la lunga, teatrale ed indecifrabile "Proslogion Endeka"), "Redvci - Sprezzante adunata di noi, ultimi indomiti" rappresenta un documento utile e peraltro dotato di un completissimo e ben curato booklet per comprendere un ambiente musicale che continua a mantenere una propria identità e una propria capacità aggregativa.

Sul piano artistico lo stesso offre momenti interessanti accanto ad altri decisamente interlocutori, specie verso la fine del lavoro, confermandosi una raccolta destinata unicamente a chi già conosce o frequenta questo specifico universo culturale.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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