Pyorrhoea - The Eleventh: Thou Shalt Be My Slave

Copertina 8

Info

Anno di uscita:2008
Durata:36 min.
Etichetta:Metal Mind

Tracklist

  1. BLOW
  2. RULES OF SLAVERY
  3. STOLEN FREEDOM
  4. MISERABLE EXISTENCE
  5. HIDDEN UNDER SANCTITY
  6. BAD MONK
  7. NATURAL BORN ENEMIES
  8. YOUR MASTER - YOUR GOD
  9. LIBERATION
  10. NOTHING HE CAN DO
  11. EVERLUSTING
  12. FAR FROM TRUTH
  13. FORBIDDEN EXTASY
  14. RAPE

Line up

  • Chryste: vocals
  • Cyprian: bass
  • A.D. Gore: guitar
  • Desecrate: drums
  • Lukas: guitar

Voto medio utenti

Chi legge il nostro forum si ricorderà forse di una discussione aperta dal sottoscritto in cui tessevo lodi sperticate verso questa band polacca dopo essere stato letteralmente fulminato dall'ascolto di "The Eleventh: Thou Shalt Be My Slave". Il disco, originariamente uscito nel 2006 ma da sempre penalizzato da una distribuzione deficitaria, è stato ristampato proprio ora dalla polacca Metal Mind, etichetta sempre attenta nel supportare le relatà musicali del proprio paese, oltre che fautrice di una politica di ristampa di album ormai di culto.
E adesso che anche questo disco può godere di una distribuzione decente, non c'è più nessun alibi per gli amanti delle sonorità belle violente per farsi sfuggire questo disco dei Pyorrhoea: il disco presenta tutti gli ingredienti che stanno alla base di qualsiasi uscita death/grind, ma sciorinando una classe ed un songwriting veramente sopra le righe. Le composizioni fondono il grezzume del death metal al parossismo del grindcore, stando ben alla larga da qualsivoglia cacofonia o rumorismo: l'estremismo dei Pyorrhoea è razionale, logico, non dettato da un voler suonare veloce e basta, basato anche sulla ricerca di elementi moderni che non possono che giovare a "The Eleventh: Thou Shalt Be My Slave", e per capirlo è sufficiente ascoltare un brano come "Bad Monk", con il suo incedere vorticoso, ma non per questo meno violento. Ai Pyorrhoea bastano trenta minuti per scatenare l'inferno in terra, un inferno fatto di batteria blastante e martellante, sprazzi di melodia, chitarre in costante evoluzione e un cantato feroce quanto basta per soddisfare le vostre orecchie ed infastidire il molesto vicino di casa.
Ci auguriamo quindi che la ristampa della Metal Mind permetta a questa valida band di poter ampliare il proprio bacino di utenza, perchè con le qualità palesate con questo lavoro l'anonimato è francamente immeritato e mortificante. Dal canto nostro, non possiamo fare altro che caldeggiare l'acquisto di questo platter, che non potrà non entusiasmare chi si ciba di queste sonorità.
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata
Piramide dell'ironia

Suono statico piu' o meno posa sulle basse frequenze cosi' vago e scarnificato.Affiancando le tracce che vanno a formare l'intero lavoro death/grind dei Pyorrhoea a una serie di classici congegnati dai fautori del genere,i polacchi lambiscono l'extreme metal ma dopo si frammentano come anelli in equilibrio su una foresta dell'Equatore.Puzzano episodi efficaci e complessi che pero' vanno a ritroso.Con la merda che c'e' in giro non e' poco

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