Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2008
Durata:47 min.
Etichetta:Megaforce Records

Tracklist

  1. SNEAK OUT
  2. ALTAR JUNKIE
  3. LAUGHING IN THE STREETS
  4. TRANS AM
  5. A BETTER WAY
  6. MY LIGHT
  7. THE 8TH WONDER
  8. ONE NIGHT STAND
  9. GODFATHER
  10. DO YOU WANNA GET HIGH?
  11. I'M ON TO YOU
  12. ALWAYS WAITING

Line up

  • Daniel Sproul: Guitar and Vocals
  • Jacob Sproul: Bass and Vovals
  • Nathan Barnes: Drums

Voto medio utenti

Torna il power-trio americano, ma questa volta la notizia è che è meno fenomenale del solito.

Nonostante la mia idiosincrasia verso i pezzi non originali, devo riconoscere che "Moon is the new Earth" non è un brutto lavoro, è sicuramente sottotono rispetto a quanto mostrato fino ad oggi dalla band. Parte della loro vena artistica si infrange su riff e ritornelli già sentiti in passati anche meno recenti degli anni '60/'70 cui la band non ha mai nascosto l'ispirazione.
E dire che i presupposti ci sono tutti per far sembrare questo "Moon is the new Earth" la degna continuazione dell'omonino album "Rose Hill Drive" pubblicato nel 2006 che tanto era piaciuto al pubblico ed alla critica.
Ma se "Sneak Out", pezzo d'apertura del disco, trasmette la potenza dei tre americani restando quel punto di giunzione tra il vecchio ed il nuovo lavoro, così non si può dire dei restanti pezzi, che scorrono senza regalare grandi sussulti. Qualche similarità con gli Stones in "The 8th Wonder", una "A Better Way" col main frame già suonato dal duo Otis Redding e Carla Thomas in quel "Knock on wood" ai più conosciuta per la versione dance di Amii Stewart ed una imbarazzante "My light" che riporta alla mente il gruppo dei fratelli Gallagher al secolo i britannici Oasis, o la beatlesiana "One night stand".
L'album è ineccepibile dal lato delle sonorità, ben arrangiati e come sempre ben eseguiti; la loro bravura non è mai messa in discussione si fa persino fatica a credere che siano solo tre i musicisti impegnati nei pezzi, ma la struttura stessa dei pezzi non ha grandi spunti di riflessione.
Easy listening verrebbe da dire non fosse altro per l'energia di qualche pezzo che proprio non ne vuole sapere di essere relegato nel dimenticatoio (Trans Am, I'm on to you). Speriamo che i ragazzi tornino sui loro passi regalandoci in futuro album indimenticabili come il loro primo lavoro, le capacità non mancano e sicuramente seguire le proprie idee e non il mercato li ricondurrà sulla retta via.
Recensione a cura di Maurizio 'hairwind' Zanna

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