Nightland: tra death, astrologia, esoterismo e complesse armonie (Ludovico Cioffi)

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Pubblichiamo una piacevole intervista tenuta a Ludovico Cioffi, composer, chitarrista e vocalist della promettente Symphonic death metal band italiana Nightland, in occasione dell’ultimo lavoro, il secondo LP Umbra Astra Luna.

Ciao Ludovico, Umbra Astra Luna è uscito l’8 novembre del 2019, quasi quattro anni dopo il bel disco d’esordio Obsession. Bene. Cosa è successo durante questi anni, e come tutto ciò si è riversato nella scrittura di questo disco?
Ciao Metal.it e ciao Caveman. Grazie mille per questa intervista. Immediatamente dopo l’uscita di Obsession siamo stati abbastanza impegnati sul fronte live, e per i seguenti due anni abbiamo avuto la possibilità di promuovere l’album in Europa e costruirci una fedele fanbase. E’ stato nel 2017, dopo il bellissimo tour europeo in supporto a Fleshgod Apocalypse e Carach Angren, che abbiamo finalmente deciso di impegnarci nella scrittura di un nuovo capitolo. E’ stato un processo particolarmente lungo e macchinoso, poiché le prime bozze dei brani mi risultavano troppo legate ad Obsession, e sul piano musicale non stavo trovando la formula adatta a caratterizzare il nuovo lavoro.
Poi ho deciso di mettere in standby la composizione per concentrarmi sui contenuti, e maturando un forte interesse per l’astrologia, i miti e i simboli legati all’universo ho iniziato la stesura della storia di Umbra Astra Luna. A quel punto musica e testi si sono formati di pari passo, delineando in modo sempre più convincente quei tratti che in seguito hanno conferito un’identità stilistica all’album.
Umbra Astra Luna si presenta come un massiccio concept album di death metal sinfonico, con evidenti e interessanti influenze black. Quali sono stati gli artisti che ti hanno più ispirato durante il processo creativo?
Alcune band sono state per me una costante fonte d’ispirazione e un solido punto di riferimento per il processo creativo. Probabilmente chi più ha segnato la mia composizione attraverso gli anni sono i Dimmu Borgir, la cui capacità di far convivere riff aggressivi, atmosfere cupe e parti melodiche estremamente orecchiabili mi ha sempre affascinato.
Per questo album però ho rivolto particolare attenzione anche a gruppi come Septicflesh, Nightwish, Epica; realtà molto diverse fra loro ma accomunate da un approccio all’arrangiamento orchestrale molto originale.
Gli elementi sinfonico corali sono una parte fondamentale e ricercata in questo disco. Questi fanno trasparire una profonda conoscenza della teoria musicale e dell’’armonia. Hai per caso attinto anche da fonti e idee musicali non propriamente metal quando le hai concepite?
Alla base di tali elementi vi è senza dubbio la formazione che ho ricevuto in conservatorio, in particolare grazie al corso di arrangiamento e orchestrazione che mi ha aperto ad un mondo nuovo di cui mi sono immediatamente innamorato. Le conoscenze tecniche acquisite, in combinazione con la passione per la musica classica che ho fin da piccolo, hanno profondamente influenzato il mio modo di scrivere musica.
Spendiamo qualche parola sul songwriting dei Nightland. Tu sei il compositore. Una volta avuto l’idea, come prosegui o proseguite? Qual è l’apporto del resto della band?
Il nostro modus operandi è abbastanza semplice. Una volta stabilita l’impronta generale dell’album mi cimento nella stesura dei brani nella loro interezza; fin dal principio concepisco l’impianto musicale di tutti gli strumenti in funzione di come mi immagino la linea vocale e il testo (questo mi viene piuttosto naturale essendo io stesso anche cantante), e in molti casi anche di come prevedo di arrangiarlo con l’orchestra. Quando ho raccolto sufficiente materiale lo sottopongo all’orecchio degli altri componenti, con i quali poi mi confronto e se necessario modifico o elimino delle parti. Approvati i brani che formano la tracklist passa tutto in mano a Filippo Cicoria, che provvede a sistemare e “personalizzare” le parti di batteria. In ultimo mi occupo dell’orchestrazione, un’operazione molto lunga e minuziosa che può richiedere diverse settimane di lavoro intenso, ma che trovo aggiunga un grande valore se svolto con la giusta cura.
C’è un brano che ti soddisfa di più in questo vostro ultimo lavoro? Ce n’è qualcun altro che magari, dopo aver chiuso il master, ti ha lasciato qualche dubbio tipo “però, avrei potuto fare diversamente”?
Il brano di cui sono più soddisfatto è probabilmente “Lovers in a Colorless Summer”, secondo singolo estratto dall’album. Nonostante non sia dei più catchy, credo sia quello più riuscito come arrangiamento e testo. Si trova in un punto cruciale del concept, probabilmente nel momento più denso di pathos, e l’impatto dell’orchestra così epica e maestosa nei ritornelli (specialmente nell’ultimo) penso abbia enfatizzato al meglio la drammaticità e i sentimenti strazianti che il testo esprime.
In merito a dei brani che mi hanno lasciato qualche dubbio, beh, tutti! Ahahah, credo sia una cosa abbastanza comune chiudere un master e ad ogni ascolto successivo iniziare a sentire tanti piccoli dettagli che potevano essere migliorati sulla composizione, arrangiamento o registrazione. Se potessi rimetterci le mani ora sicuramente cambierei qualcosa in ogni brano, però pazienza, fa parte del gioco!
Tu hai avuto modo di girare parecchio l’Europa, non solo con i Nightland. Potresti raccontarci qual è la tua percezione della scena metal oltrefrontiera e quali sono le principali differenze con quella nostrana?
Si potrebbe parlare per ore in merito a questo tema, ma non vorrei cadere nel retorico discorso tipo “all’estero funziona meglio”, “la gente va a vedere i concerti”, “c’è supporto per la scena”, ecc.
Tutte osservazioni sacrosante e sulle quali siamo sempre più o meno tutti d’accordo.
Vorrei piuttosto soffermarmi su un aspetto che tendiamo a focalizzare meno perché, forse, lo viviamo dall’interno. In Italia più che altrove trovo esista un diffuso sentimento di rivalità, invidia e chiusura mentale tra le band (specialmente quelle poco abituate ad uscire dai confini) che va a discapito di tutto il sistema. Sono convinto che se ognuno si facesse un piccolo esame di coscienza e si concentrasse sul proprio lavoro, ne gioverebbe la scena intera. Indubbiamente suonare metal in Italia è un’avventura piena di ostacoli per tanti reali motivi, ed è proprio per questo che si dovrebbe criticare meno ed essere tutti un po’ più felici se qualcuno riesce a tenere alta la nostra bandiera e a dare un minimo di risonanza al nostro paese.
C’è qualche band con la quale desidereresti condividere il palco? E perché?
Ce ne sono tante… band con cui sono cresciuto e con le quali dividere il palco sarebbe come realizzare un sogno, o band con cui mi piacerebbe essere a contatto per impararne modo di lavorare, trucchi del mestiere ecc. Non saprei da dove iniziare, ma con certezza posso dirti che ci farebbe molto piacere poter fare ancora da supporto ai nostri conterranei Fleshgod Apocalypse. Oltre ad essere una band di grande valore sono anche persone fantastiche, instancabili lavoratori con cui ci siamo sempre trovati in grande sintonia e da cui abbiamo imparato tanto.
Cosa significa, per i Nightland, avere un’identità musicale?
Avere un’identità musicale è essere riconoscibili. Permettere al pubblico, ascoltando qualche secondo della nostra musica o vedendo frammenti di un video o un concerto, di dire immediatamente “ah, i Nightland!”. E’ la cosa per la quale stiamo lavorando di più, e probabilmente anche una delle cose più difficili da ottenere se si vuole lasciare il proprio segno nel panorama musicale.
Progetti per il futuro?
Ci stiamo impegnando per portare Umbra Astra Luna in giro il più possibile e creare nuove fanbase attraverso il territorio europeo, anche se al momento non è cosa facile considerando che non siamo seguiti da un’etichetta, management o agenzia. Nel frattempo non attenderemo molto prima di iniziare a gettare le basi per un terzo capitolo, col quale cercheremo di mirare ancora più in alto e di produrre un lavoro più maturo e degno di questa tanto ambita, e necessaria, identità musicale.
Intervista a cura di Caveman

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