Patristic: una metamorfosi oscura tra storia, ritualità e death/black metal (Enrico Schettino, guitars)

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Gruppo:Patristic

C’è qualcosa di estremamente significativo nel percorso che porta Enrico Schettino a dare forma ai Patristic: non un semplice side project, ma una vera e propria frattura creativa, nata dall’urgenza di uscire da coordinate ormai troppo strette. Alle spalle, l’esperienza negli Hideous Divinity; davanti, un territorio ancora informe, dove il death metal tecnico lascia spazio a una visione più evocativa, stratificata e concettuale.
Quella dei Patristic, quindi, non è solo una nuova band, ma il racconto di una mutazione artistica ancora in corso: un viaggio che parte dalla necessità di cambiare pelle e che oggi si muove, deciso, verso territori sempre più personali e inafferrabili.

Come nascono i Patristic.
Semplicemente, con la necessità di provare a fare qualcosa di realmente nuovo. Di uscire dalla mia DM comfort zone. Parliamo dei tempi immediatamente precedenti al Covid, la musica attorno a me stava cambiando e mi sentivo parte di questo cambiamento di narrativa. Parte di quelle influenze finirono dentro SImulacrum e soprattutto Unextinct degli Hideous Divinity, ma c'era dell'altro. Un outfit completamente diverso. Il Covid portò, oltre agli ascolti che in quel periodo erano tanti (uscirono quasi in successione Abigor, Akhlys e Odraza a sconvolgermi il mondo) il tempo per fermarmi del tutto e scrivere. Non c'era altro da fare. I primi intenti furono esageratamente eccessivi, pieni di note e di cambi di tempo, non riuscivo a scrollarmi di dosso la scimmia del DM tecnico. Dopo una lunga depurazione l' EP "Apologetica" era pronto, eravamo solo io e Jacopo dei Bedsore a darmi generosamente una mano, poi tutto si fermò. Non avevo idea se Patristic sarebbe mai uscito da uno studio di registrazione, finchè non incontrai Nicolas "Sathrath" a cui inviai un paio di demo di quello che sarebbe diventato "Catechesis". Dopo aver sentito che cosa era in grado di fare mi convinsi al passo successivo. Entrarono L.S. alla voce, conosciuto per via dei Liber Null, e Versus al basso, a registrare il disco. Non siamo neanche a metà di questo 2026 e veniamo da un tour con i Gorgoroth, un mini tour con i Forgotten Tomb e due splendidi festival in Polonia, Malta e Romania: siamo passati da 'spento' a 'massimo volume' nel giro di tre mesi, sono molto contento.
Perchè Patristic.
Perchè sono sempre stato ossessionato dalla tarda epoca imperiale, sin dai tempi della scuola mi chiedevo che cosa fosse successo in quel periodo di rarefazione lungo secoli. Un periodo durante il quale su storia, religione e filosofia sembra quasi soffiare una nebbia oscura fatta di culti e rituali. Allora ho cominciato ad immaginarlo ad una specie di sogno in cui sulle rovine dei templi romani la croce si cominciava a stagliare e da oppressa diventava oppressore, con la violenza ed il pensiero, con spade e scritti. Mitra simboleggia il culto depredato, i padri della chiesa la sapienza della malizia che tradì e avvelenò il mondo classico.
Perchè il death black.
Perchè non c'è oggi musica che possa coniugare approccio violento ed evocativo in maniera migliore. Vedo in questa musica un grande senso di evoluzione, una capacità di "raccontare storie", e vedo anche una audience nuova, in cerca di qualcosa di strano e misterioso, un pubblico che vuole sentirsi parte di una società segreta e che prova attrazione per queste storie.

Immagine
Foto di Dema Novakova
Influenze.
A partire dal 2014-2015 qualcosa di profondo è avvenuto nella musica estrema, forse sia le bands che il pubblico di certo tipo di metal estremo avevano deciso di averne abbastanza con suoni plasticosi e partiture ipertecniche, e hanno iniziato a rivalutare gruppi e produzioni black del passato. Questo assieme al crescente fenomeno dell'OSDM e a dischi -per quanto mi riguarda, assolutamente fondamentali- come The Satanist e The Dreaming I. Da allora i miei ascolti cambiarono radicalmente. Poi arrivò The Synarchy of Molten Bones che fu il disco che finalmente mi fece comprendere il genio dei Deathspell Omega. Altri gruppi come Aosoth, Antaeus, Nightbringer fecero il resto. Fu come una seconda adolescenza. Ci vollero anni -avevo un profondo timore reverenziale- prima che questo si convertisse nella musica dei Patristic.
L'aspetto live.
Per lungo tempo ho avuto grossi timori che la quantità di strati delle composizioni su disco non potessero essere replicati dal vivo, avevo paura che la musica perdesse troppo. Niente di peggio di un gruppo che si dimostra scarso dal vivo, getta un'ombra profonda sull'onestà in studio di registrazione. Questo ha portato ad un lavoro estenuante in sala prove soprattutto da parte mia e di Sathrath. Fortunatamente entrambi adoriamo provare... viviamo le prove come puro esercizio fisico. Tutto il lavoro fatto a partire da fine 2023 ha dato i suoi frutti, i concerti di questo 2026 sono stati decisamente appaganti.
Il tour con i Gorgoroth.
Un test veramente duro. In pochi ci conoscevano... degli headliner non ha senso neanche parlare, i Tyrmfar girano da diverso tempo e fanno musica di sicura presa, stesso discorso per i Lomsk che tra l'altro avevano appena fatto uscire un nuovo disco. Siamo stati ben accolti (a volte benissimo) e la nostra musica, forse più intricata e muscolare, ha completato la proposta degli altri. L'affluenza è stata sempre altissima ed è stata un banco di prova fondamentale. A fine tour ci sentivamo delle macchine da guerra.

Futuro.
Non sarà un'estate mica da ridere. La prossima tappa è l'House Of The Holy in Austria, e devo dire che nessuno di noi sta nella pelle. Seguiranno Wild Hunt Rituals in Germania e il "nostro" Frantic Fest, ai quali guardo con altrettanta impazienza. Siamo soprattutto contenti di arrivarci con la consapevolezza che quanto fatto finora nel 2026 ci ha reso un gruppo più coeso. Anche l'autunno si prospetta bene, speriamo solo che gli spostamenti via terra e via aria siano ancora... possibili.
Musica nuova in cantiere.
Quando avrò tempo per respirare sarà la mia priorità. Sarà interessante vedere come tutte le esperienze concentrate in questi ultimi mesi si condenseranno in nuove influenze. Dato che siamo lungi dall'avere uno stile definito, dovremo muovere dei passi decisi verso qualcosa di ancor più originale, non c'è verso di fare altrimenti. Se così non fosse, lavoreremo ancor più duramente. Anche qui, zero alternative.
Intervista a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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