Copertina 7

Info

Demo
Anno di uscita:2008
Durata:22 min.

Tracklist

  1. SALVATION IN DEATH
  2. SHINING MASSACRE
  3. CHILDREN IN HELL
  4. UNCEASING WAR
  5. 3 RIFF FROM HELL
  6. EVIL DEATH

Line up

  • Daniele: vocals, bass
  • Thias: guitar
  • Marco: live drums

Voto medio utenti

Basta dare un’occhiata all’artwork di “The human sunset” e ascoltare i primi secondi di “Salvation in death” per capire che le intenzioni dei Blaze Of Hate sono quelle di riproporre le sonorità primordiali di Destruction, Sodom e compagnia bella. Thrash volutamente grezzo e minimale, quindi, per un tuffo nostalgico nel passato, nella seconda metà degli anni ’80, quando, soprattutto in Europa, questo genere era quanto di più estremo si potesse ascoltare. Riescono nell’impresa i Blaze Of Hate? In parte sì… l’attitudine c’è, le capacità compositive anche, però è bene dire fin da subito che non ci troviamo di certo davanti a un capolavoro. Inutile aggiungere che questo cd è indirizzato esclusivamente ai thrasher più incalliti o a chi è rimasto con la testa ancorata agli eighties, in quanto difficilmente tutti gli altri potrebbero apprezzare i cinque brani presenti. Niente di originale quindi, ma solo tanti tupa-tupa e riffoni a motosega, come si usava una volta. Tra richiami ai Possessed e riff che portano alla mente i primi Kreator, i brani scorrono via abbastanza bene, e ci consentono di passare una mezz’oretta di spensierata violenza facendo del sano headbanging. Certo nonostante tutto qualcosina in più per quanto riguarda la registrazione di poteva fare, specie per la batteria, ma in un cd del genere tutto sommato è un fattore trascurabile. Ottima l’accoppiata iniziale “Salvation in death” / “Shining massacre”, mentre con la successiva “Children in Hell” i ritmi rallentano un po’, ma non la malvagità che pervade tutti i brani. Nonostante l’inizio del brano possa trarre in inganno, “Unceasing war” segna un ritorno a tempi velocissimi, in cui la rabbia dei Blaze Of Hate può esplodere al meglio. Come si può già intuire dal titolo, “3 riff from Hell” è basata, appunto, su soli tre riff portanti, quasi a voler rimarcare le intenzioni del gruppo, quasi a voler dimostrare che per comporre un brano vincente non c’è bisogno di chissà quali voli pindarici. Non so se s’è trattato di un gioco di parole, di un errore di stampa o di un errore commesso consapevolmente, fatto sta che a chiudere il cd ci pensa “Evil death”, immancabile e prevedibile tributo ad EvilChuck e ai suoi Death, che tanto importanti sono stati per l’evoluzione del genere con il loro primo e seminale “Scream bloody gore”. Riproduzione quasi fedele all’originale che mette il sigillo ad un demo assolutamente senza pretese, ma altrettanto convincente, per la semplicità e la genuinità della proposta.
Recensione a cura di Roberto Alfieri

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