Formazione croata al debutto discrografico con questo
"Dreams In Formaline", gli
Omega Lithium posso idealmente essere collocati nel filone delle band con vocalist femminile sulla falsariga di Evanescence, Lacuna Coil e via discorrendo. Tuttavia il genere proposto non è molto affine a quello dei gruppi della Scabbia e di Amy Lee, pur trattandosi di un metal bello pulitino ed ordinato, dalle forti tinte industriali e moderne che si intrecciano con le chitarre (pompate ma non troppo, insomma piuttosto innocue) di Malice Rime e su cui spicca la voce pulita e melodica della singer Mya. Pezzi dalla struttura molto semplice e diretta, che hanno lo scopo di penetrare con più facilità nelle orecchie dell'ascoltatore, e una generale propensione per ritmiche e ritornelli catchy, unita al groove delle parti prettamente elettroniche che vorrebbe essere l'arma vincente di questo "Dreams In Formaline".
Non posso certo ritenermi un fan di queste sonorità ma mano a mano che le tracce del disco si susseguono non si viene mai colpiti da un refrain particolarmente accattivante o da soluzioni intriganti, e si ha la netta sensazione che il potenziale del gruppo non sia mai veramente espresso.
Trascurando il fatto che quello degli Omega Lithium posso realmente essere considerato metal (siamo sicuri che chitarroni finto-pesanti siano condizione sufficiente per fare metal?), la pecca maggiore di "Dreams In Formaline" risiede nella scarsa efficacia del songwriting, oltre che ad un generale appiattimento e ripetitività nella proposta.
Personalmente preferisco ascltarmi per la millesima volta "Fallen" degli Evanescence, tuttavia quelli che amano questa forma "ripulita" di metal si cimentino pure nell'ascolto del disco. Chissà che non vi trovino qualcosa di interessante per il loro palato.
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