Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2011
Durata:47 min.
Etichetta:Black Widow Records

Tracklist

  1. JACULA IS BACK
  2. PRE VIAM
  3. BLACK LADY KISS
  4. DEVIEN FOLLE
  5. IN RAIN
  6. GODWITCH
  7. POSSACTION
  8. 18 VERITATES (VIDEO)

Line up

  • Antonio Bartoccetti: guitars, vocals
  • Rexanthony: piano-synth-keyboards-computer
  • Florian Gormann: drums

Voto medio utenti

Antonio Bartoccetti (a.k.a. Antonius Rex) è certamente un artista fuori dagli schemi e totalmente avulso dalle esigenze e regole del mercato. Questo suo progetto Jacula, nacque e si esaurì nel breve volgere di un triennio, tra il 1969 ed il 1972. Una coppia di lavori in anticipo sui tempi, due splendidi esempi di esoterismo rock quando l’attitudine prog-romantica dominava completamente l’intera scena musicale. Ora, dopo la bellezza di quattro decenni, esce il terzo capitolo; nuovamente un’opera singolare, visionaria, ricca di stimoli e lontanissima dalla prevedibilità di molti prodotti contemporanei.
Si tratta di un concept-album che narra la storia dell’entità femminile Blacklady, nella quale l’autore stesso si riconosce, e della sua disperata e angosciante ricerca di equilibrio interiore, dello struggente desiderio di amare e di essere amata, delle pulsioni suicide, fino all’abbandono e forse annullamento dentro arcani rituali demoniaci. Ovviamente, c’è molto più di questo. Oltre la dimensione essoterica (cioè rivolta a tutti, anche ai profani) si aprono nuovi livelli di comprensione e di lettura del significato dei singoli episodi, insegnamenti e comunicazioni esoteriche (per iniziati, vedi i fans dell’autore).
La struttura dei brani si compone di importanti momenti musicali e di spazi quasi teatrali, recitativi, che evocano immagini dello sviluppo della trama. Non per niente, nelle note di copertina, Bartoccetti si definisce anche sceneggiatore di questo complesso album.
Preponderante l’uso di tastiere gotiche, aristocratiche, sommamente austere ed oscure, per una base dark-progressiva dalla quale erutta lo splendido solismo della “lead guitar”, puramente e magicamente hard rock. Insieme, troviamo arpeggi acustici cristallini, la voce della Blacklady, le ritmiche precise che talvolta ricordano il lontano “kraut-rock”, ed ancora l’immaginifica atmosfera catacombale, criptica, sinistra ed onirica allo stesso tempo.
Come si sarà intuito, non il classico disco per un ascolto veloce e via.
Anzi, temo che larga parte del pubblico genericamente rock, possa trovarlo troppo difficile ed indigesto. Valga per tutti l’esempio della conclusiva “Possaction”. L’episodio è un concept nel concept, pezzo ispirato al vero caso di una giovane ragazza posseduta, che il musicista pare abbia vissuto in prima persona. Negli oltre cinque minuti, si susseguono stralci di un esorcismo e le urla agghiaccianti della protagonista, con uno scarno ed ossessivo accompagnamento sonoro. Nient’altro. A parte la tensione drammatica, irreale, rabbrividente, che si viene a creare nei soggetti più predisposti e sensibili. Per alcuni un’esperienza interiore, per altri uno spreco di tempo.
Ed è questo, a mio avviso, il pregio ed insieme il limite di “Pre viam” (anagramma di vampire), dove la musica è soltanto una delle componenti che lo costituiscono.
Originalità con pennellate di genialità o semplice bizzarria? Spessore dei temi o contorta cerebralità? La risposta non può che essere soggettiva. Io propendo per la prima soluzione, perché ritengo Bartoccetti onesto nella sua indole alternativa e nella personalità autonoma ed indipendente. Anche se talvolta certi effetti cinematografici paiono soluzioni un po’ forzate.
In definitiva, sette magnifiche ed uniche illustrazioni musicali (più una traccia bonus video, ed un ulteriore pezzo nella versione vinile) sospese tra prog-rock mistico e orrorifico e riflessioni esistenziali biblico-teologiche.

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