Copertina 7

Info

Anno di uscita:2012
Durata:29 min.

Tracklist

  1. SOUNDS FROM THE CITY
  2. SOCIAL VASELINE
  3. GOLDEN BULLET
  4. SHARDS
  5. IX
  6. CURTAIN FALLS

Line up

  • Stefano Langasco: guitar, acoustic guitar
  • Andrea Carena: guitar
  • Danilo Lutzoni: vocals
  • Andrea ‘Pirichitto’ Piras: bass
  • Sergio Intelisano: drums, percussion

Voto medio utenti

Un buon esempio di rock ad ampio spettro è quello che offrono i sardi Almost Done For, autori di un dischetto d’esordio autoprodotto piuttosto godibile e fresco, edificato su solide basi hard, ma capace di infondere al suo suono un approccio di derivazione crossover, intendendo con questo termine un’attitudine “permeabile” ad aleatori flussi contaminanti.
Nulla di particolarmente rivoluzionario, sia chiaro, ma se vi piacciono gli Aerosmith, i Pearl Jam, gli Extreme e i RHCP più accessibili (e magari pure certi Ugly Kid Joe meno goliardici), in “Waiting for the heroes” troverete presumibilmente tutte le caratteristiche della musica che fa fremere i vostri sensi, per di più priva di qualunque forma di fastidiosa velleità puramente imitativa.
La migliore dote del gruppo è, infatti, una notevole capacità di scrittura, in grado di palesare i suoi pilastri ispirativi senza abusare dei “classici”, in modo da rendere l’intera operazione credibile e meritevole di attendibilità artistica, una circostanza sicuramente da rimarcare con risolutezza quando si tratta di una band al debutto.
I brani sono tutti assai gradevoli, sostenuti da una perizia tecnica non trascurabile e da un lodevole gusto negli arrangiamenti, e alla luce di tali fatti, sarà, dunque, abbastanza facile per l’ascoltatore lasciarsi coinvolgere (dopo l’intro metropolitana “Sounds from the city”) dalle intense pulsazioni di “Social vaseline”, dalle scorie grunge di “Golden bullet” (apprezzabili le backing vocals di Lady Ninita, che torneranno anche in “IX”), dalle ricercatezze elettro-acustiche di “Shards” e ancora dall’ardore hard-blues di “IX”, un pezzo che potrebbe ottenere facilmente il placet dei fans di Richie Kotzen.
Una menzione “speciale”, poi, la riserviamo a “Curtain falls”, vigoroso happening gratificato da un contributo di fiati in pieno stile RnB, e per la ghost-track (sebbene personalmente non gradisca molto il ricorso a queste “fantasmate” …), un ispirato numero reggae degno tanto del maestro Marley quanto di un Ben Harper, per esempio, uno dei suoi “discepoli” più rilevanti ed eclettici.
La bella grafica “fumettosa” del booklet e testi non banali partecipano ad un giudizio complessivo ampiamente positivo, consegnandoci un gruppo interessante, da inserire senza remore nell’ambita (e altresì abbastanza congestionata, invero) categoria degli “emergenti di valore”.
Recensione a cura di Marco Aimasso

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.