Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2012
Durata:48 min.
Etichetta:Coroner Records

Tracklist

  1. 150 YEARS
  2. TARANTHELL
  3. ASS E MAZZ
  4. CEMENTO ARMATO
  5. INTRIGUES, SCAMS AND MAGNIFICENT HORROR
  6. DON GAETANO
  7. SOUTHERN SPIRIT
  8. A CHOICE
  9. IMMOTA MANET

Line up

  • Gianluca Peluso: vocals
  • Max Peluso: guitars
  • Alex Montoneri: guitars
  • Fahd Lafrikh: bass
  • Gianluca Orsini: drums

Voto medio utenti

I veterani No More Fear giungono al terzo full-lenght, il presente “Mad(e) In Italy”, disco che mette a frutto anni di esperienza e il cui titolo dice già tutto (o quasi).
La band risce, lungo le nove tracce del disco, a dipingere uno spaccato di realtà italiana, farcendolo di death metal primitivo e brutale sporcato dal folklore nostrano, con l’uso di strumenti atipici per il genere quali il mandolino o il marranzano.
Il risultato è tanto particolare quanto valido.
Dall’iniziale “150 years”, dedicata ai 150 anni della nostra Unità, passando per “Taranthell” e “Cemento Armato”, fino ad approdare a “Don Gaetano” (stupenda), è un profluvio di quanto di buono e di cattivo c’è nella penisola, raccontato con maestria e dovizia di particolari dai No More Fear.
Dal punto di vista musicale la band non si limita ad utilizzare gli strumenti folk in maniera estemporanea ma cerca, anche con i consueti strumenti e il songwriting, di ricreare un sound tradizionale italiano. Prendete “Ass E Mazz”, ha una linea melodica che è tipica della tradizione popolare della cultura rurale del nostro paese, ma rivisitata in chiave death metal.
E veniamo al death metal. Non è insensatamente brutale, anzi è ragionato ed articolato, anche se non manca di intensità. E si badi bene, non è death metal più qualcos’altro, ma è vera contaminazione, è piena incorporazione di elementi alieni in un sound già codificato e standardizzato.
L’ascolto di questo “Mad(e) in Italy” è una continua esperienza che, tuttavia, ha il difetto di essere poco ‘vendibile’ all’estero. Resta coraggioso, oltre che ben riuscito, l’esperimento, e per questo va il nostro plauso ai No More Fear, ma onestamente quale futuro per la band? Continuare in questa direzione, autocitandosi, o cos’altro? In Italia solo Agghiastru e la sua ‘mediterranean scene’ avevano osato tanto.
Al momento questo non è un problema nostro, dovendo registrare l’assoluto valore di questo dischetto. Bravi!
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.