Bevivino Alessandro - I Corti di Verbo Nero Original Sound/Track - Scene Eliminate

Copertina 7

Info

Anno di uscita:2012
Durata:22 min.

Tracklist

  1. FUGA DI ZAKKARIA W. DA BROKEN PUB CITY
  2. OUT OF CONTROL (BLACK WATER / RATTA TO PLAY ROSSANO PALù VERSION)
  3. PRELUDIO
  4. I’MA SHIT BLUES
  5. MINIMAL CROSS IN’AUGE
  6. VERBO NERO (ROLL VERSION)
  7. LUISA AND BOMBER
  8. SERENATA PER DESI PRESSO LA FATTORIA DEI DUKE
  9. BLACK WATER (ALCOLIC VERSION)
  10. WESTERN SESSION (KILL ME / DESERT RACE / BLACK WATER)

Line up

  • Alessandro Bevivino: vocals, various instruments

Voto medio utenti

Della passione di Alessandro Bevivino per la commistione tra cinema e musica, abbiamo già parlato, incensandola, ai tempi del suo precedente “I corti di verbo nero / Disco samurai / Dead ballad session - Original sound track”, di cui questo nuovo Ep rappresenta un naturale complemento.
A differenza della stragrande maggioranza delle “Scene eliminate” che trovate come sedicenti bonus nelle versioni in home video dei film, dal valore piuttosto limitato, il contenuto di questo dischetto è degno di attenzione poiché riferisce, anche preso singolarmente, del notevole e variegato universo creativo del nostro Alessandro, un mondo “arcaico” ma evoluto, torbido, tenebroso ed intenso, ironico fino ai limiti del grottesco.
Una “roba” che, tanto per sostenere ulteriormente il legame tra diversi mezzi espressivi così amato dal musicista friulano protagonista della disamina, piacerebbe parecchio a un regista come Tarantino, che sono sicuro non avrebbe difficoltà a collocare qualcuno di questi brani nelle sue inquiete e sgargianti pellicole.
Dal punto di vista squisitamente musicale citiamo nuovamente i nomi di Alice In Chains, Days Of The New, Nick Cave, Leonard Cohen, Mike Patton, Glenn Danzig e Johnny Cash, in rappresentanza di un calderone ispirativo ben metabolizzato e orientato in maniera costante al profondo impatto emotivo.
Tra elaborazioni di brani già conosciuti (assai intriganti le varianti Alcolic e Roll di “Black water” e “Verbo nero”, rispettivamente …) e composizioni inedite (il voodoo blues “I’ma shit blues” e la contagiosa “Luisa and Bomber”, senza dimenticare l’alienazione agreste e la suggestione verosimilmente Hazzard-iana che alimentano "Serenata per Desi presso la fattoria dei Duke" …), l’albo offre un’istantanea abbastanza nitida della genialità obliqua di Bevivino, stimolando l’eventuale novizio ad un doveroso approfondimento.
Per i sostenitori più fedeli, infine, un gradito cortometraggio integrativo, nell’attesa di un nuovo capitolo di questa avvincente, immaginifica e singolare esperienza artistica.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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