Copertina 7

Info

Anno di uscita:2013
Durata:50 min.
Etichetta:logic(il)logic Records
Distribuzione:Andromeda Dischi

Tracklist

  1. SUCCUBUS
  2. LITTLE DEVIL RIDE
  3. AVE SATANI
  4. VOODOO GIRL
  5. HELLBOUND
  6. INTERMISSION
  7. 7EVEN
  8. DEAD INSIDE
  9. GRUB GIRL
  10. SIN EATER
  11. LADY DEATH
  12. SPIDER BABY
  13. HAUNTED HILL

Line up

  • Jonas Hygren: vocals
  • Jerker Johansson: guitar
  • Jörgen Svärd: guitar
  • Micke Backelin: drums
  • Timo Hagström: bass

Voto medio utenti

Il monicker mi aveva indotto a “sperare” in una celebrazione dell’arte sfolgorante dei Bigelf (ricordando il titolo del loro capolavoro del 2003), ma questi Hex in realtà, allo scopo di trarre un’efficace ispirazione, più che all’heavy/prog dei californiani, guardano all’esperienza di gente come Rob Zombie, Death SS, Ministry e Deathstars, tentando di far convivere in uno psicotico e mefistofelico amplesso, suoni industrial, scorie black metal (e del resto il drummer Micke Backelin proviene dai Lord Belial …), vaghe suggestioni gothic-dark, bagliori sleaze e spigliatezze electro-pop.
A rendere maggiormente “personale” una proposta apparentemente, nonostante tutto, piuttosto “codificata”, ci pensano seducenti reminiscenze di caliginoso hard-rock “classico” (due nomi per tutti … Uriah Heep e Black Sabbath, e, in questo, se proprio vogliamo, potremo accomunarli con il favoloso gruppo di Damon Fox …), capace di rendere il prodotto finale assai conturbante, gratificato da un approccio fascinosamente “disturbato” che allontana lo “spettro” di Mr. Robert Bartleh Cummings, in ultima analisi verosimilmente il prioritario nume tutelare dei nostri svedesi.
Abili e lucidi nella ricerca sonora e nel fornire le proprie composizioni di sfumature spesso molto accattivanti e sufficientemente peculiari, gli Hex riescono ad adescare l’astante ed anche, nei momenti migliori, a “sorprenderlo”, conducendolo in un universo musicale in cui le ambientazioni sinistre e accessibili vengono sapientemente declinate tra “passato” e “futuro”.
In questo modo, se “Succubus”, “Little devil ride”, “Dead inside”, “Grub girl”, “Sin eater” e “Spider baby”, piacciono per il gusto con cui le citazioni dei già elencati maestri vengono esibite e per talune sagaci inserzioni “tradizionali” (guitar solos, orrorifici tappeti tastieristici …), il quadro espressivo si consolida ancor meglio nel suggestivo hard esoterico "Voodoo girl”, nella scabra e ruffiana decadenza di "Hellbound” (qualcosa tra Motorhead e Lordi), nella ponderosa e sulfurea "7even” (efficacemente introdotta dalla liturgia suinesca “Intermission”) e ancora nel tenebroso tocco Danzig-iano di "Lady Death” e nel clima bucolico, ipnotico e malvagio di “Haunted hill”, mentre in “Ave satani” l’aggiunta di un efferato growl rende il brano una sfiziosa ricetta di hard/black/death intinta in una fremente salsa sintetica.
Un debutto abbastanza convincente, insomma, una maniera attraente per approcciare la schizofrenica discografia contemporanea, che potrebbe sfociare in risultati ancor più esaltanti attraverso un’ulteriore emancipazione dai modelli … per ora, comunque, tutti i miei più malefici complimenti agli Hex e a chi ha deciso di patrocinarli.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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