Copertina 7

Info

Anno di uscita:2013
Durata:55 min.
Etichetta:Frontiers Records

Tracklist

  1. FREE FALL (LEAD VOCALS: RUSSELL ALLEN)
  2. HIGHER (LEAD VOCALS: RALF SCHEEPERS)
  3. HEADING OUT (LEAD VOCALS: MAGNUS KARLSSON)
  4. STRONGER (LEAD VOCALS: TONY HARNELL)
  5. NOT MY SAVIOUR (LEAD VOCALS: RICK ALTZI)
  6. US AGAINST THE WORLD (LEAD VOCALS: DAVID READMAN)
  7. OUR TIME HAS COME (LEAD VOCALS: MARK BOALS)
  8. READY OR NOT (LEAD VOCALS: MAGNUS KARLSSON)
  9. LAST TRIBE (LEAD VOCALS: RICKARD BENGTSSON)
  10. FIGHTING (LEAD VOCALS: HERMAN SAMING)
  11. DREAMERS & HUNTERS (LEAD VOCALS: MIKE ANDERSSON)
  12. ON FIRE (LEAD VOCALS: MAGNUS KARLSSON)

Line up

  • Magnus Karlsson: vocals, guitars, bass, keyboards
  • Daniel Flores: drums

Voto medio utenti

Più che un lavoro da “solista”, quello di Magnus Karlsson, pubblicato sotto la denominazione Free Fall, sembra uno dei tanti prodotti da “supergruppo” a cui ci ha ormai abituato la discografia (e la “tecnologia” …) odierna, ma che ci volete fare, se uno ha tante e tali amicizie “altolocate”, perché non sfruttarle?
Mettendo da parte le facezie, è quasi inevitabile, quando si parla di pezzi da “novanta” come Magnus, dal solido, apprezzato e “riconoscibilissimo” pedigree compositivo ed esecutivo, non aspettarsi particolari “stravolgimenti” nemmeno dal suo debutto “in prima persona”, un albo tanto rigoroso quanto impeccabile sotto il profilo tecnico/espressivo, un altro aspetto piuttosto “prevedibile” tenuto altresì conto dei valorosi ospiti che hanno contribuito all’iniziativa.
Non rimane che valutare la prospettiva “emozionale” dell’opera e qui, in effetti, la faccenda si complica un pochino … la sensazione di scarsa “spontaneità” è abbastanza presente e lascia intendere all’astante che non sia stato “esattamente” il “fuoco sacro” della creatività artistica e dell’urgenza comunicativa ad alimentare l’intero progetto.
Una volta superato il pungente (ma non insolito …) “retrogusto” tipico della consuetudine e del “risultato da laboratorio”, è, però, possibile apprezzare una dozzina di canzoni a cui non manca “praticamente” nulla per piacere, in un sagace equilibrio tra melodia ed energia, alternando heavy, power, sfumature pomp/AOR e hard rock, per la cui interpretazione vocale (compresi i casi dove è lo stesso Karlsson ad impadronirsi del microfono … eccola, forse, la “vera” sorpresa del Cd …) la scelta è sempre particolarmente adeguata ed efficace.
Facile ipotizzare, a questo punto, l’interesse dei fans di Rainbow, Malmsteen, Royal Hunt, Helloween, Masterplan, Stratovarius e verosimilmente ancor di più di quelli degli Avantasia (et similia …), da considerare, vista la formula espositiva, l’effettivo “diaspro nero” della situazione.
Arrivati ai contenuti, indipendentemente da ogni altra eventuale considerazione, diciamo subito che “Free fall” è una potente celebrazione dell’immarcescibile “verbo di Dio” (R.J. obviously …), che “Higher” ha l’intensità e il groove dei migliori Primal Fear (e visto chi canta, non ho dovuto “sforzarmi” molto nella ricerca delle referenze …) e che “Stronger” è un’ariosa power ballad di notevole suggestione.
“Not my saviour”, poi, dimostra di poter rifocillare con gusto gli ingordi di melodic power metal e “Us against the world” e "Dreamers & hunters” hanno i mezzi per svolgere un’analoga funzione tra i voraci estimatori del versante più “ruffiano” e vaporoso del genere.
Enfasi e sinfonia si spartiscono equamente il proscenio nella pregevole “Our time has come”, l’autocelebrativa e magniloquente “Last tribe” lascia “freddini”, mentre tocca a "Fighting” recitare “l’ambito” ruolo di mio personale best in class attraverso un fascinoso tocco progressivo in grado di far emergere il brano da una massificata piacevolezza complessiva.
Due parole, infine, per “Heading out”, “Ready or not” (non sarebbe stata male su “Dark ride” degli Helloween …) e “On fire”, le quali, non avvalendosi del distrattivo (in questo caso crasi tra gli aggettivi “distraente” ed “attrattivo” …) supporto di campioni della fonazione modulata, rappresentano la manifestazione artistica più autentica e compiuta di Magnus Karlsson e che ce lo restituiscono come uno dei grandi protagonisti “a 360°” del settore, assoluta garanzia di competenza, vocazione e professionalità, abilissimo nell’onorare al meglio tutte le caratteristiche stilistiche di riferimento, un po’ meno nel tentare di variare il rassicurante canovaccio e in qualche modo fornire una propria “versione dei fatti”.
A voi decidere se è sufficiente a soddisfare le vostre esigenze …
Recensione a cura di Marco Aimasso

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 19 giu 2013 alle 12:39

...aspettarsi qualcosa di diverso la Magnus? no grazie! altro ottimo lavoro di hard rock\melodic metal...questo sa fare! e non ce ne sono molti in giro che riescono a sfornare (sì,album fotocopia) ma senza perdere un briciolo di qualità...forse da un album a suo nome ci si poteva attendere un po' + di "chitarrismo",ma per quelli ci sono i "bellissimi" ultimi lavori di Malmsteen :-P

Inserito il 19 giu 2013 alle 08:34

Concordo con Marco con la sua disanima del disco. Karlsson rimane un ECCELSO polistrumentista e produttore, e un ottimo songwriter. L'unica pecca è che rimane ancorato a certi stilemi che lo rendono alla fine un po' ripetitivo. Per il resto il disco è impeccabile e assolutamente godibile!!!

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