Copertina 5,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2005
Durata:33 min.
Etichetta:Wicked World
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. FLESH HAVOC
  2. BITTER DISCILINE
  3. THE HUMAN RAPE SYMPHONY
  4. BLACK WALLS OF MISERY
  5. DIVISION OF GENOCIDE PLEASURE
  6. SWAMP OF DECADENCE
  7. SYMBOLS OF INHUMANITY
  8. FIX OF NEGATIVITY
  9. GRAVESIDE MOURNING RITUAL
  10. PARASITE PARADISE

Line up

  • Martin Sigtyr: guitars
  • Simon: vocals
  • Andreas: bass
  • Reno: drums

Voto medio utenti

Tornano all'attacco i danesi Exmortem, band con alle spalle una carriera ultradecennale nel campo del brutal death di stampo americano e con una spiccata propensione a cambiare di label ad ogni release. Abbandonati infatti i caldi lidi della Hammerheart prima e della Osmose poi, il gruppo è approdato finalmente nel porto Wicked World per presentare il loro nuovissimo, violentissimo e velocissimo "Nihilistic Contentment". Il disco rappresenta sostanzialmente un passo in avanti rispetto al deludente "Pestilence Empire", vero concentrato di noia e di cruenta scialbezza, soprattutto se confrontato con il ben più ispirato "Berserker Legions". Pur non spostando di un millimetro la direzione sonora da sempre seguita dagli Exmortem, come da copione vengono date in pasto al pubblico dieci canzoni capaci di mettere a dura prova la resistenza fisica delle casse dello stereo, deraglianti colpi di frusta composti da solidissimi muri di ritmiche totalmente immacolati da qualsiasi graffito solistico, sotto i quali brilla come al solito il lavoro di Reno, attivissimo animale feroce rinchiuso dietro una gabbia formata da rullante, casse e piatti (per la cronaca ha all'attivo diverse collaborazioni con diverse band quali Dimmu Borgir, Panzerchirst, Vile e Ad Noctum e, a quanto si favoleggia, se la gioca con il batterista dei The Berzerker per il titolo di batterista più veloce del mondo). Raramente il gruppo regala pause o rallentamenti, non viene concessa nessuna tregua alle povere orecchie dell'ascoltatore che alla fine dell'ascolto rischia di rimanere quasi stordito da tale intransigenza e sicuramente in difficoltà nello cercare di distinguere e ricordare una qualsiasi canzone appena ascoltata rispetto alle altre. Il problema principale di "Nihilistic Contenment", e degli Exmortem in generale, risiede proprio nel fatto che tutte le canzoni composte dalla band in quest'ultimo decennio si assomigliano terribilmente tra loro, e di conseguenza sanno tutte di già sentito. Ascoltati singolarmente, i pezzi possono anche piacere o addirittura entusiasmare, ma dopo un paio di ascolti completi, si apre magicamente un posto libero sullo scaffale più impolverato della camera, pronto ad accogliere il cd oramai sulla via dell'esilio dalla piastra dello stereo, accompagnato dai saluti delle casse che finalmente potranno tirare un pò il fiato. Non mi resta che consigliare questo lavoro solo ai collezionisti del genere. See you.
Recensione a cura di Roberto 'Robbyy' Corbatto

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