Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2015
Durata:59 min.
Etichetta:Sleaszy Rider Records

Tracklist

  1. DAWN OF THE PHOENIX
  2. FUCKINSNOW
  3. BACK ON MY FEET
  4. TIGER HOSTEL
  5. THE SIGN ON THE WALL
  6. LIAR
  7. NEW ERA
  8. E-DRUGS
  9. WOLF'S LAIR
  10. THE POWDER
  11. JUST GOT PAID
  12. CIRCLES ON THE SHORE (LAMIA)

Line up

  • Titian: vocals
  • Paco: guitar
  • Mr. TNT: bass
  • Mark: drums

Voto medio utenti

Bel passo in avanti per i Lucky Bastardz di Alessandria, capaci di integrare le loro influenze “storiche” (AC/DC, Motorhead, Skid Row …) con un gusto “attualizzato” (Alter Bridge, Black Stone Cherry, Velvet Revolver, …), incrementando al contempo pure disinvoltura, sicurezza e capacità di scrittura.
In estrema sintesi è questo il “verdetto” che mi sento di consegnare ai nostri gloriosi lettori dopo l’ascolto di “Alwayz on the run”, terzo sigillo di una discografia in costante crescita.
Non sono in grado di stabilire quanto l’ingresso del vocalist Titian abbia influito sull’evoluzione espressiva del gruppo, ma è innegabile che la sua ugola, piuttosto duttile e ispirata, appare pienamente funzionale al “nuovo corso”, dimostrando di sapersi destreggiare con agilità e grinta in tutte le diverse situazioni interpretative.
Rilevando l’ennesima ottima prestazione del resto del personale esecutivo (plauso speciale al “tocco” spesso decisivo del chitarrista Paco), non resta che rimarcare quanto la tipica energia rock n’ roll del gruppo, sempre vicina al “fondo scala”, oggi sia stata incanalata in manifestazioni sonore più varie, perfezionando di conseguenza efficacia e facilità d’assimilazione.
Un albo parecchio godibile, insomma, carico di groove e pieno di buone vibrazioni, con picchi qualitativi che si chiamano “Fuckinsnow” (attenti alla sua “presa rapida”, potreste rischiare di non poterne più fare a meno per molti giorni …), “Back on my feet”, “New era” (pregevole la progressione emozionale …), “Wolf's lair”, “Just got paid” (un hard-blues di spessore) e “Circles on the shore (Lamia)”, con Michele Luppi gradito ospite del pezzo forse meglio congeniato dell’intero programma.
Il futuro, magari con un ulteriore step forward in fatto di personalità, potrà essere ancor più roseo e tuttavia già il presente di questi eccellenti rockers piemontesi può dirsi assai soddisfacente e avulso dalla mediocrità e dalle tante “finzioni” di una scena pericolosamente prossima allo stallo.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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