Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2017
Durata:34 min.
Etichetta:Cruz Del Sur Music

Tracklist

  1. ANOTHER WAR
  2. MOUNTAIN
  3. NARCOTIC OVERTHROW
  4. HOWLING WOLVES
  5. KNEEL TO NO GOD
  6. OLD MOTHER HELL

Line up

  • Ronald Senft: bass
  • Ruben André: drums
  • Bernd Wener: guitars, vocals

Voto medio utenti

Attenzione perché oggi ho il piacere di presentarvi una band nuova e -incredibile- originale.
Il trio tedesco degli Old Mother Hell debutta infatti per la nostrana Cruz Del Sur e propone un tipo di metal che non si va semplicemente ad accodare ai filoni e sottogeneri ben noti nel nostro ambiente ma mischia un po' le carte.

Senza avere la presunzione di inventare nulla, questi ragazzi mescolano all'interno delle loro canzoni una varietà di influenze che vanno dai WASP, ai Tank, ai Black Sabbath. Almeno, queste sono le band che durante gli ascolti ho trovato più attinenti e da prendere come esempio (anche per certe somiglianze tra la voce di Wener e quella di [I]Nerino Senzalegge[/I]), più in generale possiamo dire che gli Old Mother Hell riescono a far convivere doom, hard rock, NWOBHM e sprazzi thrash.
Strano eh? Ma funziona.

Sono solamente 7 i brani che compongono questo debutto (uscito a settembre 2017, solo oggi stampato e distribuito) ma mostrano ottimamente le influenze e gli stili citati attraverso un'impalcatura sonora sorretta da un grande ed instancabile lavoro di batteria, un basso che pompa e si prende i suoi spazi ed una chitarra che, senza esagerare, disegna melodie efficaci, riff rocciosi ed assoli di gusto.
Anche la voce, sebbene non dotata di un'estensione o un timbro fuori dall'ordinario, si adagia egregiamente all'interno delle parti più cupe e sa essere trascinante in quelle maggiormente veloci e rockeggianti.
La prestazione dei Nostri è convincente e piena di energia, con qualche sbavatura, qualche imperfezione, un po' di sporcizia che ne rende il contenuto ancora più potente e sincero, passando da momenti concitati ad intermezzi dilatati per poi sfociare in linee memorizzabili.

Tutto il disco ha una carica live notevole e, spulciando le note, ho in effetti scoperto che è stato registrato in presa diretta con minimi overdub.
Ad un primo ascolto di questo album ammetto di essere rimasto non dico spiazzato, ma abbastanza sorpreso poi, nei passaggi successivi, ho apprezzato maggiormente questa "strana convivenza di stili" ed ora, senza pensare di essere al cospetto di un capolavoro, devo dire di godere molto ascoltando questo dischetto a volume elevato.

Provate a pigiare sul player qui sotto, poi passate dalla cassa ala Cruz.

Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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