Dal più profondo underground estremo finnico, la
Inverse Records ci offre, su un piatto di argento (?), il secondo EP dei
Dark Archive, un duo che si cimenta, nota più nota meno, in un crudele ed efferato metallo nero.
Detto che in giro ci saranno circa 7 miliardi di gruppi il cui monicker contiene la parola "dark", i Nostri si rifanno alla tradizione del genere e ciò, tradotto in parole molto semplici, vuol dire che
"Cultivate our blood on Aeon" è una sorta di scopiazzamento a destra e a manca, soprattutto in direzione Norvegia in verità, per un risultato complessivo, ovviamente, assolutamente privo di originalità, ma, e qui viene fuori il mio cuore, tutto sommato piacevole da ascoltare.
Certo, robe tipo il riff portante del secondo brano
"Closure of Empyrean Delirium" sono dei veri e propri furti (nel caso specifico ai danni degli Emperor), ma i
Dark Archive pestano duro, il loro suono è devastante, con tanto di puntate in territori grind, e, va riconosciuto, non si limitano ad andare alla velocità della luce, ma si concedono momenti di riflessione e dimostrano, inoltre, un certo orecchio per la melodia, cosa quest'ultima che non guasta mai, nemmeno in un ambito estremo come questo.
Altra cosa da sottolineare, prima di passare ai titoli di coda, è che l'album gode di una ottima produzione, che le vocals sono particolarmente efficaci (sia in scream che in modalità porco scannato), che la drum machine a volte va per i fatti suoi e che, in ogni caso, questo è un dischetto meritevole di un vostro ascolto.
Adesso i titoli di coda:
se il black metal è il vostro pane, buon appetito.
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