Obituary - The Dying Of Everything

Copertina 9

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2023
Durata:45 min.
Etichetta:Relapse Records

Tracklist

  1. BARELY ALIVE
  2. THE WRONG TIME
  3. WITHOUT A COSCIENCE
  4. WAR
  5. DYING OF EVERYTHING
  6. MY WILL TO LIVE
  7. BY THE DAWN
  8. WEAPONIZE THE HATE
  9. TORN APART
  10. BE WARNED

Line up

  • John Tardy: vocals
  • Trevor Peres: guitars
  • Ken Andrews: guitars
  • Terry Butler: bass
  • Donald Tardy: drums

Voto medio utenti

Come iniziare bene questo neonato anno nuovo? Ma con l’undicesimo album degli Obituary!
Esatto, da quando i floridiani si sono accasati con la label americana Relapse hanno recuperato il fulgore dopo il periodo di sbandamento a mio modesto parere, degli anni passati con lavori non propriamente all’altezza del loro blasone.

Questo nuovo album è prodotto in casa, ma soprattutto senza suono finto potente e plastificato come purtroppo si sente in molte uscite metal odierne, qui il suono è naturale e vero.
Si parte col botto con “Barely alive”, velocissimo pezzo spaccaossa che mi fa godere un mondo con un John Tardy sugli scudi.
Pezzo compatto, diretto con una bella sezione rallentata prima dell’accelerazione con i solos inclusi.
Without a coscience” è il classico pezzo groovy tipico dei nostri; andazzo lento, ben ritmato con dei riff gonfi e spessi, l’assolo melodico e breve da' il via ad un bel cambio di ritmo generato dalla coppia Tardy/Butler.

War” è semplice, essenziale e senza fronzoli, eppure questo brano mi è entrato in testa dal principio; mid tempo pesantissimo con il vocalist che offre un ruggito feroce, non potrete non fare su e giù con la testa seguendone il ritmo.
La quasi titletrack ha un vago sapore thrashy, gustoso e da ricchezza a questo pezzo veloce.
La ferocia della prestazione globale del quartetto è goduria pura per gli amanti del death metal con interscambi ritmici tra tempi serrati ad altri più lenti ma ricchi di gusto e dinamismo.

By the dawn” inizia con un riff minaccioso e un ruggito tutt’altro che pacifico: midtempo cadenzato guidato dalla batteria in doppia cassa ricca di groove del grande Don Tardy, il solo è ad opera dell’ospite David Austin dei Nasty Savage.
L’ultima traccia “Be warned” è un pezzo lento, doom e possente, altro segno distintivo della band.

La prestazione è semplicemente annichilente, i riff sono pesantissimi e il frontman ci tiene a dare un tono minaccioso ed intimidatorio al suo growl.
Morale della favola? Album di caratura e spessore eccelso, oltre che per la qualità dei brani, si percepisce la vis polemica a livello di critica sociale soprattutto per la prestazione magistrale del vocalist americano; signori, album da incorniciare.

Recensione a cura di Matteo Mapelli
Ottimo ritorno.

100% d'accordo. Grande disco.

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.