Copertina 8

Info

Anno di uscita:1978
Durata:39 min.
Etichetta:Epic

Tracklist

  1. SHINE ON BRIGHTLY
  2. SHADOWS OF SONG
  3. CAN'T THINK TWICE
  4. WINGS OF WHITE
  5. EVENING WIND
  6. CHANGE IN TIME
  7. COULD THIS BE LOVE?
  8. WHY HAVE THEY GONE?

Line up

  • Terry Luttrell: vocals
  • Matthew Stewart: guitars
  • Stephen Hagler: guitars
  • Gary Strater: bass
  • Herb Schildt: piano
  • Stephen Tassler: drums

Voto medio utenti

Gli Starcastle erano una band di vero e proprio culto e, fino agli anni ottanta, erano ben presenti nelle varie retrospettive delle riviste specializzate per poi sparire definitivamente. La band si era formata nel 1972 nell'Illinois, Stato famoso per aver dato i natali anche a Reo Speedwagon e Head East e ben presto (1975) avevano trovato il contratto discografico con una major come la Epic. Di nomi 'famosi' negli Starcastle si trova soltanto il cantante Terry Luttrell che era stato il vocalist proprio dei Reo Speedwagon. La loro fama è principalmente dovuta a "Lady Of The Lake", brano contenuto sul loro primo omonimo album e che venne ripetutamente passato dalle radio locali.
Due anni dopo, siamo nel 1977, il comeback con "Fountains Of Light", album altrettanto valido, per arrivare un anno dopo a "Citadel", da tutti considerato il loro platter più prestigioso e chiudere quindi la parabola con "Real To Reel".

La musica degli Starcastle, per tutti i quattro album, è un incrocio tra gli Yes e gli Styx per un pomp rock molto tecnico, a volte a discapito di energia e fisicità. "Citadel" per i fans degli Yes alla "Close To The Edge" è un vero rendez-vous, a cominciare dalla fantastica copertina che riecheggia le opere di Roger Dean. Poi Luttrell è completamente in linea con Jon Anderson come timbro vocale e, per acquisire un tono sinfonico ed immacolato, in cabina di regia c'è Roy Thomas Baker, famoso per gli anni passati ai Queen.

'Shine On Brightly' è un vero tripudio pomp/prog con chitarre e tastiere da clima fantasy e da favola. "Shadows Of Song" è una ballad con un crescendo musicale avventuroso, mentre "Can't Think Twice" con un refrain molto diretto poteva diventare un hit ed è il pezzo più vicino agli Stxy. L'hammond di "Evening Wind" sposta più il tiro su visioni mitologiche alla Tarkus e Keith Emerson sembra dietro l'angolo. "Wings Of White" possiede un suono barocco che li avvicina agli Spy (da non confondere con gli Spys, già presenti sulle colonne di Silk & Steel), autori di un unico pregiato album autointitolato. "Change In Time", piena di bellissimi fraseggi di chitarra, riporta i Nostri sui territori delle Yessong, così come il tocco fatato di "Could This Be Love".

Se siete nostalgici degli Yes anni '70 e non avete digerito la trasformazione ottantiana più pop e tecnologica, questo è il disco che fa per voi.

Recensione a cura di Fabio Zampolini

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.