Exultet - King's Crusade Pt. 1 (The Holy Land)

Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2023
Durata:47 min.
Etichetta:Christian Metal Underground Records

Tracklist

  1. INTRO
  2. AUDITA TREMENDI
  3. THE THIRD CRUSADE
  4. THE SIEGE OF ACRE
  5. BEHEADED IN COLD BLOOD
  6. ARSUF 1191

Line up

  • Farz: vocals, all instruments

Voto medio utenti

Lasciato solo nel 2010, dopo la release di 'I Soldati Della Croce', Fartz (nella realtà Fabio Randazzo) ha portato caparbiamente avanti il progetto Exultet, ormai one-man band dedita ad un epic/black metal che punta molto sull'atmosfera rispetto al singolo pezzo in sè. Ma qui ci arriviamo fra un attimo. Il concept dietro al disco, come si può anche evincere dando un rapido sguardo alla bella copertina, gira attorno alla tematica delle Crociate e di come Riccardo Cuor Di Leone, o Riccardo I, abbia giocato un ruolo fondamentale. Uno sfondo narrativo abbastanza ostico dunque, non tanto per il fatto di non riuscire ad avere una documentazione necessaria per affrontare un così vasto e importanto lasso di tempo, ma più per riuscire a tramutare in note ed emozioni un così grande bagaglio di cultura, momenti e situazioni. Dopo tutto non stiamo mica parlando di musica fatta da dei Sabaton qualsiasi.

Il lavoro che si è dovuto trovare davanti Fartz era quidi monumentale, ma a conti fatti 'King's Crusade' riesce a centrare abbastanza bene il punto focale, concretizzando in molte parti del disco quelli che erano i piano originali. Uno dei punti forti è sicuramente quello di esser riuscito a creare una sorta di colonna sonora, di momenti da battaglia come può essere 'Beheaded in Cold Blood' dove la voce non è la direta protagonista, ma diventa più un co-attore, atta a narrare le gesta, la brutalità, e gli eroismi che solo se si è disposti a lasciar aprire l'immaginazione, concentrandosi e dimenticando per un attimo tutto ciò che circonda la mente è possibile provare, almeno in parte, a rivivere. Ogni canzone del disco, intro inclusa, si prende il suo tempo e non corre, e dall'altra parte neanche cerca di esaurire subito il tutto, risultando conforme per raccontare quello che deve esser detto, anche se si tratta comunque di un album che deve essere assimilato nei tempi giusti, ascoltando e riascoltandolo. Un solo giro difficilmente potrà lasciarvi le sensazioni giuste, contando anche che per la sua durata complessiva la carne al fuoco è decisamente tanta, forse troppa, per essere dispiegata in neanche cinquanta minuti di musica.

Un altro lavoro audace da parte degli Exultet, che fra alcuni alti e alcuni bassi, anche se non è esattamente questa la parola giusta, danno prova (o ancor meglio, dà la prova) del talento e della passione che risiede dietro questo progetto estremamente ambizioso.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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