Copertina 7

Info

Anno di uscita:2023
Durata:46 min.
Etichetta:Season of Mist

Tracklist

  1. SKOGEN MUMLAR
  2. BURDEN
  3. WATER
  4. IF DEATH COMES NOW
  5. FARVäL
  6. ALIVE AGAIN
  7. VAST AND WILD
  8. SOM EN TRUMMA
  9. MOUNTAIN SONG
  10. WRAPPED IN MIST

Line up

  • Helga Gabriel: vocals
  • Ryan Fairclough: bass
  • Cameron Gledhill: guitar
  • Sami Javed: drums
  • Cai Sumption: guitar

Voto medio utenti

L'esordio discografico del progetto Helga, capitanato dall'omonima cantante e chitarrista, fa seguito a due mini album solisti che avevano fornito la direzione sonora che l'artista, una volta costituita una band vera e propria con vecchi amici di infanzia, avrebbe seguito andando a creare un mix molto particolare, e difficilmente catalogabile, di generi ed atmosfere diverse.
"Wrapped in Mist", edito dalla Season of Mist, è un lavoro umorale ed intimo, fortemente intriso dal folk svedese, ma percorso, lungo i brani che lo compongono, da pulsioni progressive metal, concessioni ad un pop molto raffinato, chiari spunti post rock e, a completare il tutto, partiture devote alla musica estrema (soprattutto black) che, sia pur in modo molto limitato, concorrono alla atmosfera fredda e sognante di tutto il lavoro.
Gli Helga, anche grazie alla bella voce della leader, riescono ad accogliere l'ascoltatore all'interno di un mondo fatato ed a tratti spettrale, un mondo legato ai miti, ed al fascino, della "loro" Svezia, un mondo nel quale, tra archi e strumenti elettrici, elettronica ed arpeggi suadenti, si viene catapultati creando un netto distacco da tutto ciò che può apparire moderno e non gradito alla Natura che, in fin dei conti, è la vera protagonista della musica del gruppo.
"Wrapped in Mist", a volte in modo troppo evidente, richiama le suggestioni di Myrkur, ma è capace, anche, di vivere di luce propria grazie a strutture sonore "intricate", qui e la davvero sorprendenti, addirittura in linea con quanto tracciato da certi Opeth, senza trascurare, inoltre, di dare risalto ad una vena di profonda malinconia che solca tutto il disco, impregnandolo dei suoi chiaroscuro e delle sue nebbiose melodie le quali, mixate con saggezza, espandono la capacità espressiva di un'artista di certo particolare che potrà piacere, su queste pagine, solo ed esclusivamente a chi ha la mente aperta e non disdegna composizioni che, spesso, con il metal non centrano assolutamente niente.
Per come la vedo io, di fronte allo scoppiettio del fuoco e con un buon calice di vino in mano, mentre fuori infuria l'inverno, questa potrebbe essere una dolce colonna sonora per stringere tra le proprie braccia la persona amata.
A voi cogliere il buono...
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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