Nuova uscita sulla sempre attiva
Cruz Del Sur Music, etichetta che rappresenta una gradevole e sempre costante conferma nel campo heavy/doom/epic metal, raffigurata negli ultimi anni per fare un paio di nomi da band come Gatekeeper, Wheel, Mytosphere, o Phantom Spell. Su questa scia, trovano spazio in questo 2024 ancora all'inizio, per modo di dire, gli statunitensi
Stygian Crown con il loro secondo full length
'Funeral For A King'.
Già presenti con un debutto omonimo, uscito sempre per la medesima etichetta, uscito nel 2020, il gruppo aveva già dimostrato il proprio talento riuscendo a destreggiarsi sapientemente in un doom/epic metal abbastanza personale, richiamando comunque gli insegnamenti di grandi come Candlemass, Trouble, e che puntava molto anche sullo scenario orrorifico creando atmosfere alla King Diamond, grazie anche ad un uso non banale delle tastiere da parte di Melissa Pinion, in veste anche di cantante.
[Foto fornita dalla band]
Ma com'è dunque
'Funeral For A King'? Se dovessi descriverlo in maniera un po' onirica, direi che è una sorta di viaggio. Immaginatevi nel camminare nel mezzo di un campo da battaglia, ormai a combattimento terminato, tra la miriade di corpi caduti e cercando disperatamente di rievocare cosa è accaduto, e la rabbia e la foga dello scontro. Un ricordo che porta con sè sensazioni miste, dal furore e l'energia al dolore e alla sofferenza, ben rappresentate da canzoni come
'Bushido' e dalle sue continue accelerazioni e decelerazioni, con assoli mai troppo "sbrodoloni" o messi tanto per, ma per costruire un vero e proprio ricordo, portato avanti da ulteriori pezzi validi come la strumentale
'Let Thy Snares Be Planted', breve ma di impatto, o
'The Bargain' dove è proprio la voce di
Melissa a far da comando, non soave e delicata, ma piena come di una sorta d'oscurità e quasi intenta a raccontare le gesta di un guerriero caduto in battaglia. Parliamo in questo caso di un doom puro, dove il tempo che passa (sei minuti e rotti) non sembra neanche passare, e che proseguendo poi con le varie
'Beauty and Terror', giocata anch'essa sull'efficacia degli assoli e su dei cambi di riff sempre efficaci e non repentini, o la ballad
'Blood Red Eyes' da pelle d'oca grazie anche alla scelta di non puntare sulle chitarra acustica, ma su pianoforte e violini, che vanno ad enfatizzare lo stile vocale molto narrativo della singer.
Quattro anni è il tempo che ci è voluto per sentire nuovo materiale da parte degli
Stygian Crown, ma qualitativamente parlando il risultato è magnifico, e l'attesa ne è valsa assolutamente la pena. Non dimenticatelo fra i tanti, ascoltatelo, riascoltatelo, e coglietene ogni poderosa ma nel contempo decadente caratteristica.
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