Algos - Upon The Rivers Of Night

Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2023
Durata:49 min.
Etichetta:Buil2Kill Records

Tracklist

  1. THE DOOR TO ETERNAL NIGHTMARES
  2. SPOTLESS AT DAWN
  3. DOOMED BY THE TEETHS OF HYDRA
  4. UPON THE RIVERS OF NIGHT
  5. ACCOMPLICE THE NIGHT
  6. IN THE VALLEY OF BABEL
  7. THE FALL
  8. THE INELUCTABLE FATE

Line up

  • Giuseppe Tato Tatangelo: bass
  • Vincenzo Infusino: drums
  • Massimiliano Elia: guitars, keyboards
  • Marco Spagnuolo: vocals

Voto medio utenti

Con un monicker ispirato a piè pari dal Dio greco Algos, per l'appunto, divinità rappresentante il dolore, la band omonima italiana oggetto di questa recensione non poteva trovare associazione migliore dato il doom metal che va a proporre in 'Upon the Rivers of Night', debut album che rievoca a grandi passi le lezioni impartite dai grandi del genere, nella fattispecie sopratutto i Candlemass dell'era Marcolin. A fronte infatti di una durata dei singoli pezzi che, eccetto per le due strumentali, spazia dai sei agli otto minuti, il disco è di quelli che devono essere ascoltati e assimilati con attenzione, più e più di una volta. Questo perchè gli Algos, che hanno approfittato come molti altri gruppi il periodo di stop forzato dai concerti imposto dalla pandemia per focalizzarsi maggiormente sul processo di songwriting, riescono a dare in diversi momenti un tocco di personalità allo stile, come detto, fortemente influenzato dalle sonorità classiche alle quali si ispirano, e che vanno a pescare anche per forza di cose nei Black Sabbath ma anche nei Rainbow dai tratti più epici e sognanti dei primi tre album.

Immagine

[Foto fornita dalla band]

E proprio in riferimento alla band di Blackmore si va a prender consiglio con la Titletrack, mentre per quanto riguarda le canzoni vere e proprie la sensazione che si ha per tutta la durata è quella di un tuffo tra il doom di fine 80's e inizio 90's, con ad esempio 'The Door to Eternal Nightmares' che tra riff che trasudano angoscia e pesantezza e la voce di Marco Spagnuolo che potrebbe essere quella di un vero e proprio traghettatore all'inferno, apre perfettamente alle sonorità che, in maniera generale, si troveranno proseguendo. C'è poi qua e là l'inserimento di qualche tastiera che contribuisce a creare quel senso di atmosfera, come su 'Accomplice the Night', mentre un grande spazio viene riservato agli assoli che non sono messi tanto per fare minutaggio, ma per uno scopo ben preciso, e cioè enfatizzare quel senso di smarrimento in posto dove regnano ansie e paure, sentire a tal proposito 'Spotless at Dawn'. Ed è forse questo uno dei punti forti del disco, dato che il loro posto non è mai messo a casaccio, e inseriti solo quando realmente funzionali. L'unico difetto che sento di segnalare è quello di una produzione troppo confusa e quasi pasticciata, in particolare per la batteria, che se da una parte contribuisce a regalare quella parvenza di classico, dall'altra agevola poco un ascolto dall'inizio alla fine.

Al di fuori di questa piccola carenza, 'Upon The Rivers Of Night' è un album che va senza ombra di dubbio ascoltato con estrema attenzione, e dove ogni piccolo particolare è come una minuscola tessera di un puzzle. Da sola vale poco, ma se vista nell'insieme contribuisce a completare un lavoro veramente soddisfacente nel suo genere.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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