Copertina 8

Info

Anno di uscita:2024
Durata:41 min.
Etichetta:Scarlet Records

Tracklist

  1. CALL OF THE WILD
  2. AMONG THE ASHES
  3. BIRTH OF THE SUN
  4. BLACK SKIES
  5. FAITH UPON LIES
  6. ANCIENT ROOTS
  7. FUTURE TO COME
  8. ANELITO

Line up

  • Davide Cicalese: vocals (lead)
  • Gabriel Consiglio: guitars, vocals (backing)
  • Massimo Volontè: tin whistle, bouzouki
  • Becky Rossi: celtic harp
  • Mirko Fustinoni: drums
  • Marco Ballabio: bass

Voto medio utenti

Ho visto i Furor Gallico crescere di album in album e anche sul palco, e devo riconoscere che in entrambi i contesti, per quanto via via abbiano perso un pizzico della loro carica primordiale, ci hanno sicuramente guadagnato sotto diversi aspetti.

Quali? Quelli che gli hanno permesso di arrivare al quarto full length e di essersi guadagnati una solida reputazione.

Conferme su conferme quindi, e parte subito la magia con "Call of the Wild" dove l'irruenza e l'eleganza si incontrano e si infrangono al pari di come fanno le harsh vocals di Davide Cicalese e la delicatezza dell'arpa di Becky Rossi, scontro che si reitera con le note del violino di Riccardo Brumat e la melodia nella voce Valentina Pucci, due degli ospiti presenti sull'album.
Innegabile la cura nel comparto vocale, soprattutto l'attenzione posta a livello dei cori ma anche nell'inserimento della voce di Pucci, che già aveva lasciato il segno del suo passaggio sul precedente "Dusk of the Ages", ma è ancora quel blend musicale che i Furor Gallico sanno creare a fare la differenza. E lo si avverte nell'incalzare di "Among the Ashes", nel corso della leggerezza della ballad "Birth of the Sun" o tra le pieghe di "Black Skies", "Faith upon Lies" o "Ancient Roots", episodi che per quanto strizzino più di un occhio al Viking e al Death Metal, non vedono mai i Furor Gallico andare a smarrire le peculiarità e la ricchezza del proprio sound, quello che si può ben apprezzare nella titletrack, largamente acustica e sognante, distante dall'impeto delle canzoni che l'avevano preceduta. Rimane solo un'ultima tappa per completare questo viaggio, e lo facciamo con " Anelito", un brano articolato, cangiante, a tratti direi nervoso, dove si torna a mostrare i muscoli, ma anche - nel rispetto della tradizione dei nostri - cantato in italiano.

"Future to Come", il futuro ha da venire... ma i Furor Gallico devono continuare ad evolversi cercando di non smarrire quell'approccio primordiale e pagano che caratterizzava i loro primi lavori.
Il futuro è tale anche perché ha radici nel suo passato.




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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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