Ecco tornare il progetto black sperimentale nato per volontà di
Clod The Ripper già nume tutelare dell’estremo con i suoli
Blasphemer.
Qui si fa un passo in più rispetto all’Ep omonimo di un anno fa, questo è un album tematico da quel che ho percepito, dedicato ad una persona scomparsa.
Si percepisce emotivamente il dolore, la rabbia, la malinconia della mancanza, perché tutti più o meno abbiamo passato una prova simile e non parlo del dolore da social, sbattuto per ricavarci qualche “like”.
Questo è autentico, e la musica che è accompagnamento è fatta da atmosfere dolorose tra metal estremo e synthwave oscura, basta ascoltare “
Splendeva di vita” con quelle tastiere in odor di
John Carpenter.
Oppure la bordata con annessa melodia di “
Non v’è più lacrima” con un finale che colpisce durissimo per il pathos.
Qui la sofferenza si tocca con mano, nell’impasto sonoro e lirico tra vocals urlate e growl profondi, fatelo vostro questo viaggio sonoro, forse vi aiuterà a comprendere la profondità di un lutto.
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