Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:49 min.
Etichetta:Dusktone

Tracklist

  1. THE BELOVED SCYLLA
  2. LIPS SCENTED SPRING ROSES
  3. SHE NIGH HIS DEATH
  4. CARESSER
  5. UNDINE ON A LAKE GARDEN
  6. IPHIGENIA
  7. LIKE A DIM MOONLIGHT IN HER HEART

Line up

  • Tiziano Colella: everything
  • Serena De Angelis: female vocals

Voto medio utenti

Marlugubre è un progetto post-black/death metal nato nel 2018, inizialmente concepito come esperienza solista acustica e strumentale. Con il passare del tempo il suono si è trasformato in una proposta più articolata e strutturata, ispirata a gruppi come Opeth, Alcest e Deafheaven, ma anche Novembre e My Dying Bride. Oggi la proposta fonde il post-black metal con componenti progressive e ambientali.
L’album più recente è "Per Amor Nymphae" (terzo capitolo della loro carriera), pubblicato nel febbraio 2026 tramite Dusktone.
Il lavoro affonda le proprie radici nella mitologia greca e si concentra in particolare sulla figura delle ninfe. L’opera suggerisce un percorso introspettivo nell’antica Grecia, con atmosfere sognanti e malinconiche che, riallacciandosi idealmente alle influenze citate in apertura, cercano di delineare dimensioni emotive profonde e rarefatte. Il tentativo è quello di dare forma sonora, attraverso strutture progressive – più vicine al death/doom che al black in senso stretto – arricchite da dinamiche post (con echi blackgaze), a miti originari come quello di Orfeo ed Euridice, alla figura primordiale di Nyx dalla Teogonia di Esiodo, e alle vicende di Chloris e del tragico racconto di Scilla e Glauco.
Chitarre distorte, pulite e acustiche si intrecciano generando una sensazione di romanticismo, delicatezza e bellezza sospesa, trasformando la musica in un autentico mezzo narrativo che, tuttavia, in diversi passaggi mostra una certa discontinuità, elemento che finisce per attenuare in parte l’impatto complessivo. A rendere il quadro leggermente più critico è forse proprio la presenza del nuovo innesto, la singer Serena, la cui voce eterea talvolta appare un po’ troppo svincolata dal contesto generale e non sempre dotata del necessario pathos (si prenda "Iphigenia" come caso limite), pur mostrando comunque qualità apprezzabili, soprattutto in termini di calore e intimità espressiva. Nonostante ciò, nel complesso "Per Amor Nymphae" si configura come un viaggio sonoro romantico e mitologico degno di attenzione e che, se si saprà chiudere un occhio su alcune imperfezioni, saprà restituire più di una soddisfazione all’ascoltatore.

Recensione a cura di James Curzi

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