A quattro anni dall’ultimo lavoro, ecco tornare gli statunitensi con una bella copertina dal taglio horror e goticheggiante.
Devo dire che questo quinto album non è malaccio ma ha al suo interno qualcosa che mi rende dubbioso; abbiamo la titletrack che ha al suo interno un bel riffone doom bello marcio ed il vocione cavernoso e rasposo del chitarrista e frontman
Mike Erdody fa la sua bella figura, ma, si c’è un ma, il disco ha al suo interno un po' troppa melodia.
Questo è quello che mi rende un po' così, il genere dovrebbe pretendere pesantezza, quel senso di oppressione emotiva e anche l’accenno melodico dovrebbe essere drammatico come da tradizione; invece qui si sente meno a mio modesto parere, ascoltate il singolo “
Soulburn” e ve ne renderete conto, pezzo piacevole per carità ma non mi sembra che abbia qualcosa legato al genere proposto, di diverso avviso invece la devastante “
Thy mountain eternal”, una lapide pronta a seppellirvi.
Ecco, questo disequilibrio mi ha reso titubante, la produzione è sporca il giusto, si poteva fare di più? Forse si, buon disco ma non eccelso.
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