Dopo un iniziale periodo di rodaggio eccoci a parlare con il debut album degli statunitensi
Stainless, nati nel 2022 e arrivati dopo quattro anni, nei quali si sono susseguiti EP e singoli, a
'Lady Of Lust And Steel', un vero e propro tuffo in un sound dal sapore vintage, periodo NWOBHM, con tinte alla AC/DC e Scorpions. Nati quattro anni fa dicevamo, con ex membri di grupi come Long Knife, Blackbreath, Ripper, e Nightfell. La produzione e il rilascio poi del singolo 'Snakebite' e del succesivo EP 'Nocturnal Racer' portarono poi a far pensare ai singoli membri di poter portare avanti il progetto con maggiore serietà, e concentrarsi sul produrre un vero e proprio primo album, rinforzato poi dalla firma del contratto con la
High Roller Records, una delle più note etichette nel genere. Introdotto da una copertina decisamente affascinante e dalle tinte retrò, il disco vuole essere una manifestazione di passione e amore verso quelle band che hanno aiutato alla nasciita dell'heavy metal, specificatamente si parla, come scritto, di Accept, Scorpions, AC/DC, ma con richiami anche a Stormwitch, primi Rage, Anvil, ma anche Krokus.
Neanche quaranta minuti la durata, il che gioca senza dubbio a loro favore, garantendo pezzi brevi, veloci, e di impatto. Non c'è mai infatti un vero e proprio rallentamento nell'ascolto del disco, grazie anche a piccole mine come la veloce
'Danger In The Night' o
'Rough Justice' dall'andamento più frizzantino. Molte delle canzoni presenti giocano su un riffing decisamente incisivo e presente, come sull'opener
'Restless An' Ready' o
'Vitamin Tease', dove vi troverete il piede sotto la scrivania inconsciamente a tenere il tempo, tanto sono coinvolgenti i pezzi. Non tutto è luce però, perchè se la qualità è fondamentalmente medio-alta, è la produzione e i suoni a peccare. Molto spesso la sensazione è quella di trovarsi a un qualcosa di impastato, di riuscito male, di chorus che non riescono a trovare la giusta spinta (la Titletrack,
'Whorefrost') proprio per colpa di una scelta del mixing non adeguata, specie per la batteria. Il che è un peccato, quando ci si trova davanti a una
'(Don't Cross Me) Fool', davvero riuscita, o alla bluesy
'Take A Listen Mama', che ricorda da lontano le atmosfere alla Led Zeppelin.
Non abbiamo davanti quindi nè un fiasco, ma neanche un album da segnalare particolarmente per la sua capacità di colpire, frenata per l'appunto da una produzione non all'altezza. Vi consiglio comunque di dare una possibilità a
'Lady Of Lust And Steel', almeno se non altro per l'immediatezza delle canzoni e del full length in generale, e chissà che non possiate ritrovarvi più entusiasti di quanto lo sia stato io.
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