Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:non disponibile
Etichetta:Black Widow Records

Tracklist

  1. EMILY (EXPIATORIA)
  2. SUBLICIUS (EXPIATORIA)
  3. LA CANZONE DI LADY VALOVER (EXPIATORIA)
  4. LE DUE VIE (IL SEGNO DEL COMANDO)
  5. IL CRITTOGRAMMA (IL SEGNO DEL COMANDO)
  6. LITANIA PER EMILY E GIACOMO (IL SEGNO DEL COMANDO)
  7. EGREGORO (IL SEGNO DEL COMANDO)

Line up

  • AngeleX: vocals
  • Massimo Malachina: guitar
  • Roberto Lucanato: guitar
  • GB Malachina: bass
  • Enrico Meloni: drums

Voto medio utenti

A Roma viene rinvenuto, nei pressi del Ponte Sublicio, un cadavere sfigurato, poi identificato come quello di Giacomo Fiorenza. Secondo la leggenda popolare proprio questo ponte sul Tevere era il teatro di sacrifici umani effettuati da un’antica setta esoterica. L’indagine di Stefano Baldi, amico della vittima, e della sua ragazza Silvia, porta ben presto sulle piste di Maria Valover, ricca e affascinante agitatrice di un gruppo di artisti e intellettuali, e di Norberto Sinisgalli, un occultista studioso di quegli antichi riti, svanito nel nulla nel 1945.
Tra rivelazioni inquietanti, frutto anche di un allargamento delle investigazioni negli Stati Uniti (da cui emerge il personaggio di Emily Cohen, con cui Giacomo aveva avuto una relazione), si giungerà alla scoperta di una verità terribile e sconvolgente ...


Questa, per sommi capi, la sinossi di “Voci notturne”, miniserie televisiva andata in onda nel 1995, tra mille difficoltà (fu addirittura oggetto di censura) e criticata per la sua “lentezza”, per una recitazione poco incisiva e per una trama eccessivamente intricata (e vagamente assimilabile a quella del celebre “Twin Peaks”), che pure si avvaleva di un accurato studio delle tradizioni della Roma arcaica.
Poi, come spesso accade, lo sceneggiato ideato e scritto dal Maestro Pupi Avati e diretto da Fabrizio Laurenti è stato “rivalutato” a posteriori, diventando oggi un autentico cult del genere.
Al di là di ogni altro eventuale appunto, è innegabile come la struttura narrativa, nelle sue labirintiche diramazioni, sia subdolamente molto affascinante e “spaventosa”, in grado di offrire un’opportuna fonte ispirativa per ExpiatoriA e Il Segno del Comando, formazioni certamente avvezze all’irrefrenabile attrattiva esercitata dal “sublime del terrore”.
Nato dall’idea iniziale dell’ex cantante degli ExpiatoriA Davide ‘Krieg’ Ciccarelli, il concept ha coinvolto in maniera quasi “fatale” Il Segno del Comando, band, fin dal nobile monicker, intrisa di quel pernicioso universo audiovisivo che il Belpaese seppe magnificare così efficacemente soprattutto negli anni settanta.
Lo split in questione (disponibile anche in una prestigiosa edizione limitata in vinile, che include il libro "Voci Notturne - Il Magico Mondo di Pupi Avati" di Andrea Scarabelli, edito da Bietti) è un “oggetto prezioso” che gli estimatori dei due gruppi e, più in generale, i cultori delle “sette note in nero” farebbero bene ad accaparrarsi quanto prima, immergendosi felicemente, innanzi tutto, nelle suggestive evocazioni dark / doom di “Emily”, nella tensione tetra, beffarda e liturgica di “Sublicius” e nell’arcano crescendo di “La canzone di Lady Valover”, ottimi esempi di come l’attitudine e la competenza specifica degli ExpiatoriA abbiano trovato nelle trame alchemiche e magiche dello sceneggiato un terreno assolutamente fertile e proficuo.
Non da meno di rivela Il Segno del Comando, che anzi, con la sua ben nota commistione di dark-prog e metal, pilotata dal canto ieratico di Riccardo Morello, appare davvero esemplare (e non è una “sorpresa”) nell’omaggiare il clima ansiogeno ed esoterico che alimenta “Voci notturne”.
Le due vie”, “Il crittogramma”, l’ondeggiante ballata “Litania per Emily e Giacomo” e lo strumentale “Egregoro”, confermano l’eccellenza di un gruppo pressoché insuperabile, in questi ambiti espressivi, nel garantire all’astante un’intensa e conturbante partecipazione emotiva.
Recuperare la serie tv (a tutt’oggi non disponibile in Vhs o Dvd ufficiali, ma rintracciabile su RaiPlay – in versione rimaneggiata - e su youtube) per gli appassionati del settore è dunque certamente consigliabile, ma ancor più raccomandabile diventa, come anticipato, non mancare il contatto con quest’album capace di restituire in pieno l’essenza catalizzante del “lato oscuro” dell’arte musicale italica.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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