Sono già passati sette anni da
“Stay Here My Friends”, e i
Wish hanno indubbiamente “messo a posto” diverse cose.
In questo concept album dedicato alle vittime di tutte le guerre emerge una personalità che nel precedente lavoro non si coglieva. L’introduttiva
“Pointe Du Hoc”, sinistra e progressiva, dà la misura di un album che rievoca i Pink Floyd di Roger Waters, ma anche il sound più moderno e sfaccettato di diverse realtà nostrane come i Moongarden (
“Comandante Nino”).
L’attitudine nervosa e nostalgica di
“Collapsing” e
“The Four Rooms” anticipa quella più obliqua e rarefatta di
“I Watch You From Afar”, mentre le brevi e ipnotiche
“This Land” e
“On The Trail” sfociano nella toccante
“This Life”, che strizza l’occhio ai Marillion di Steve Hogarth.
Un deciso passo in avanti.
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?