Akhoth - Of Might and Hierarchy (Reissue)

Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:30 min.
Etichetta:Signal Rex
Distribuzione:Signal Rex

Tracklist

  1. FRACTURED DIVINITY
  2. VEIL OF THE COSMIC NIGHT
  3. THE CONJUGATION OF FAMINE
  4. OATH OF IRON AND BLOOD
  5. EMPEROR'S DEMISE
  6. ...OF AMBIVALENCE AND INDIGNITY
  7. THE ANCIENT BETRAYAL (MENDACIOUS LORD)

Line up

  • Xieistnet: vocals
  • LCF: drums
  • Swamp Tyrant: guitars

Voto medio utenti

I blacksters australiani Akhoth rilasciano il 6 giugno, tramite l'etichetta Signal Rex, la nuova edizione in formato CD (mentre la versione in vinile verrà pubblicata in un secondo momento) del loro debutto sulla lunga distanza: "Of Might and Hierarchy".

"Of Might and Hierarchy" venne originariamente pubblicato nel 2025 in una tiratura estremamente limitata destinata al solo mercato australiano, e credo che la label portoghese abbia fatto un buon investimento, quantomeno in termini qualitativi, nel voler riproporre l'esordio degli Akhoth: vero e proprio concentrato di raw black metal dai tratti melodici a dir poco convincente.
In questi poco più di trenta minuti si avverte distintamente tutto lo spirito della Fiamma più autentica; ma ciò che colpisce maggiormente è la capacità di coniugare i classici suoni scarni, minimali, veloci e arrembanti, con un senso epico-armonico spiccato estremamente orecchiabile. Ogni brano tende a penetrare immediatamente sotto l'epidermide, si arriva a fine tracklist con il desiderio di ricominciare l'ascolto: e questo è un pregio di non poco valore, se consideriamo che si tratta di un album che più tradizionale di così non potrebbe essere. A impreziosire il tutto è un certa predisposizione per le tematiche e le ambientazioni medievali piuttosto suggestive, benché mai invadenti, e declinate sotto il segno opprimente delle tenebre.
La scuola di riferimento degli australiani è perlopiù quella finlandese di Horna, Satanic Warmaster e Goatmoon, e altresì sono rinvenibili anche somiglianze con gli Order of Nosferat e, a mio avviso, soprattutto con gli spagnoli Uruk-Hai.

Indubbiamente gli Akhoth non si prodigano nell'ideare niente di innovativo, tuttavia non è facile al giorno d'oggi reperire dischi "tipici" così ben elaborati… provate a dargli un ascolto.

Consigliato esclusivamente a chi si muove già da un pezzo dentro al Black Metal.

Recensione a cura di James Curzi

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