Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:37 min.
Etichetta:Attractor Records

Tracklist

  1. DREAM OF THE MOUNDS
  2. ВІЧЕ ТІНЕЙ
  3. ASH OF TIME
  4. STEEL OF THE ROOTS
  5. THE WILD HUNT
  6. LIGHT OF SIGIL
  7. WINTER TRIUMPH
  8. ОСТАННЄ СОНЦЕ

Line up

  • Tolf: drums
  • Sinister: guitars, bass
  • Izidij: vocals

Voto medio utenti

Il trio ucraino Molh dopo aver rilasciato in via indipendente un ottimo full-length di esordio nel 2024 dal titolo "Deus", ritorna sulla scena con la propria seconda opera lunga, "Dream of the Mounds", questa volta affiancato per la versione fisica in CD dalla label Attractor Records.

"Dream of the Mounds" è una di quelle uscite che mi ha colpito fin dal primo ascolto e la ritengo, quantomeno, uno dei migliori lavori di Black metal autentico che mi sia capitato di trattare in questi ultimi mesi.
Un album piuttosto diretto dove risulta in evidenza la matrice svedese, sulla linea dei migliori Dark Funeral, declinata con lo stile ucraino tramite innesti di situazioni atmosferiche dai leggeri sentori folkloristici che potrebbero richiamare a formazioni sulla scia degli Astrofaes e, bensì, negli episodi più duri ed opprimenti in cui emerge una venatura di nerissima melancolia, è inoltre possibile ricollegarsi ad alcuni progetti di Saenko, quali i primi Windswept ed Hate Forest.

Percepisco il gelo sferzante dei tremolo accompagnati dai tipici blast beat asettici, lo scream lancinante, le atmosfere cupe e i sentimenti depressivi coagulati in un involucro sonoro scarno e, al tempo stesso, adeguato ai tempi ultimi, come intenti a tratteggiare, seguendo le direttive delle più eleganti costruzioni mitopoietiche, un immaginario sacrale. "Dream of the Mounds" è un viaggio nella memoria ancestrale, dove tumuli, steppe, vento e inverno diventano luoghi della memoria collettiva. La natura assume una dimensione rituale: custodisce il ricordo degli antenati, attraversa il tempo e trasforma la morte: non solo una fase terminale, bensì un senso di continuità che riaffiora attraverso le radici, la terra, il vento e il paesaggio stesso. Una sorta di soglia simbolica da oltrepassare per comprendere come, in realtà, niente di ciò che ha realmente valore scompaia.

Un'opera lacerante... onirica, feroce, spiritualmente "eroica" nel suo significato genuino e trascendente.

«Finché i tumuli si ergeranno sulle steppe e le stelle non cadranno in polvere, continueremo a riunirci tra le ombre e i sogni, e la nostra voce vivrà nei venti eterni.»
(Traduzione dall'ucraino a cura del recensore, con l'ausilio dell'AI.)

Recensione a cura di James Curzi

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.