Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:18 min.

Tracklist

  1. IN THE WIND
  2. IN KNOW YOU BELIEVE
  3. FALLEN ANGEL
  4. HOLY MAN

Line up

  • Matti Alfonzetti: vocals
  • Stefan Bergström: guitar
  • Jarmo Lindell: bass
  • Johan Kullberg: drums

Voto medio utenti

Matti Alfonzetti (Jagged Edge, Skintrade, Impera, Damned Nation, …) è un cantante di “prima fascia”, tra i pochi capaci, come credo di aver detto in qualche altra occasione, di appianare, direttamente nella sua educata laringe, l’annosa diatriba Coverdale / Hughes.
Stefan Bergström (Skintrade, nonché collaboratore, tra gli altri, di Baltimoore, Zinny Zan e Martina Edoff) è un eccellente chitarrista e anche la sezione ritmica composta da Johan Kullberg (Lion’s Share, Zan Clan, Therion e coadiutore “da palco” degli Hammerfall) e da Jarmo Lindell (bassista che ha lavorato con Cloud Circus, Andreas Johnson, …) ha l’esperienza e le doti necessarie a sostenere adeguatamente il glorioso sound dell’hard-rock blues.
A questo punto penso sia abbastanza facile “intuire” quale sia la tipologia musicale proposta dai Black Blood Sthlm, formazione “emergente” della fiorente scena scandinava, promossa dalla sempre attenta e competente Scream For Existence.
Quello che invece è necessario puntualizzare è come un 4-trks Ep sia ampiamente sufficiente per stimolare i sensi di tutti gli estimatori di Whitesnake, Deep Purple e Bad Company, di quelli che magari poi si sono emozionati pure per Snakes In Paradise, Lion e Blue Murder.
Eh già, perché tra i numerosi devoti al culto del “Serpente”, principale confessione anche dei Black Blood Sthlm, loro si segnalano per una venerazione, oltre che tecnicamente impeccabile, parecchio ispirata e adescante, edificata su melodie e strutture armoniche che sanno di “tradizione” senza palesare fastidiosi pigmenti di “contraffazione”.
Insomma, un debito di riconoscenza nei confronti dei “classici” saldato con sensibilità, classe e buongusto, qualità che ritroviamo immediatamente in “In the wind”, esempio lampante di sinuoso rock duro scandito da un sincopato propulsore ritmico.
Sulla stessa falsariga si pone la brillante “In know you believe”, riuscita interpolazione Purple / ‘Snakes e se “Fallen angel” arricchisce il limitato campionario di “Black Blood Sthlm” con un’opportuna dose di evocativo lirismo elettroacustico (e qui il timbro di Alfonzetti si colora altresì di sfumature Jon Bon Jovi-esche), “Holy man” incalza e blandisce con un altro imponente flusso di vibrante carica melodica.
Come sempre accade quando ci si riferisce in maniera piuttosto palese ad autentiche “istituzioni” del rock n’ roll, la “censura” è in agguato, ma per chi ama il genere e sa distinguere tra istintiva vocazione e scaltra emulazione, i Black Blood Sthlm meritano senz’altro un vigile monitoraggio.
Recensione a cura di Marco Aimasso

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.