Ah, com’erano belli gli anni ottanta … feste sfrenate,
look sgargianti o dominati dall’accoppiata
denim & leather, lunghe chiome spesso cotonate, profluvio di distillati alcolici e di varie sostanze psicoattive, motori ruggenti e donzelle
sexy e “disinvolte” …
Beh, poi c’era anche la musica, quella che in realtà per molti era l’unica componente “concreta” all’interno di situazioni solo vagheggiate.
Se volete continuare a “sognare” (o, potendo, magari anche qualcosa di più …) tutte quelle belle
cosette, potete tranquillamente affidarvi a
John Diva & The Rockets Of Love, tedeschi per il passaporto e californiani nel cuore e in una serie di altri organi selezionati, pronti a trasportare, con questo “
Your favorite drug”, anche il più posato dei
rockofili direttamente sulle strade della perdizione del Sunset Strip.
Un trasferimento “virtuale” che però è anche molto “realistico” e credibile, grazie ad una gestione assai ispirata dei dogmi del genere, tra
anthem esplosivi, melodie trascinanti e appena un pizzico di “malinconie”, di quelle che tuttavia si possono facilmente scacciare con un altro
party scatenato.
Un’atmosfera, insomma, giocosa (compresa la “fantasiosa” biografia reperibile sul sito ufficiale della
band …) e gozzovigliante, che però musicalmente è dannatamente “seria”, almeno se considerate Bon Jovi, Def Leppard, Night Ranger e Danger Danger “gente” che ha saputo trattare il “rock da arena” in maniera corroborante e tutt’altro che banale.
Prodotto da
Hannes Braun (Kissin’ Dynamite … e si preannuncia una bella “sfida” con i connazionali), “
Your favorite drug” si presenta al pubblico di riferimento con il
riff cingolato e il coro adescante di “
The devil’s got my back” e l’inno a “presa rapida” “
Bigger than America” e cresce addirittura d’intensità emotiva grazie a “
No mercy for the teenage heart”, una pulsante e crepuscolare dimostrazione sonica di come anche con riferimenti chiari ci si possa prepotentemente svincolare dall’anonimato.
Affrancamento che si ripete nella spigliata “
Lamborghina”, con cui omaggiare il celebre connubio “donne e motori” (e i The Who, pure …), nell’arrembante
title-track dell’opera e nella sbarazzina “
S.M.I.L.E.”, mentre su “
Love is cold” si affacciano le foschie del turbamento romantico, vissuto senza drammi.
E infatti, ci vuole poco per ritrovare vigore e serenità nell’impulsività
anthemica di “
Girls in overdrive” e di “
Spectacular”, per poi concludere la coinvolgente raccolta con l’inebriante “
Soundtrack of my life” (
ah, quel piano battente …), eccellente interpolazione Bon Jovi / Aldo Nova / Danger Danger.
Oggi che l’attitudine “festaiola” ha più facilmente un commento sonoro a base di
rap,
trap o al limite di
reggaeton, il contributo di
John Diva & The Rockets Of Love nel riportare il
rock n’ roll al centro del divertimento e della spensieratezza è ancora più importante … questa è, in fondo, la nostra “droga preferita” e con
pusher di questo calibro, lo “sballo” (privo di controindicazioni) è garantito.