Turilli, Luca - The Infinite Wonders Of Creation

Copertina 4,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2006
Durata:50 min.
Etichetta:SPV
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. SECRETS OF FORGOTTEN AGES
  2. MOTHER NATURE
  3. ANGELS OF THE WINTER DAWN
  4. ALTITUDES
  5. THE MIRACLE OF LIFE
  6. SILVER MOON
  7. COSMIC REVELATION
  8. PYRAMIDS AND STARGATES
  9. MYSTIC AND DIVINE
  10. THE INFINITE WONDERS OF CREATION

Line up

  • Luca Turilli: guitar, keyboards
  • Olaf Hayer: vocals
  • Bridget Fogle: vocals
  • Sascha Paeth: bass
  • Robert Rizzo: drums

Voto medio utenti

Saranno contenti alla SPV, nonché al suo distributore italiano, la Audioglobe.
Il disco in questione, il terzo capitolo solista di Luca Turilli, chitarrista dei Rhapsody, dopo i precedenti fortunati “King of the Nordic Twilight” e “Prophet of the Last Eclipse”, esce il 6 Giugno 2006, mentre tutti gli internauti medio scafati lo hanno scaricato, me compreso, ad inizio Marzo.
Direi un bel record, alla faccia di tutti i metodi anticopia ed antipirateria con la quale tutte le labels ci stanno scassando…la vita.
Nota a margine: per scrivere la recensione di questo disco, sto ascoltando proprio le tracce scaricate da internet, perché, grazie alla bizzarra suddivisione delle tracce imposta dalla SPV, non si capisce un cavolo e per skippare da un pezzo all’altro ci vuole una laurea in ingegneria quantistica. Complimenti ai geni in questione.
Passando al disco, dopo i due votoni assegnati ai capitoli precedenti, è giunta l’ora di fare un discorso sereno e completo su quanto composto da Luca Turilli negli ultimi tempi: questo album, l’ultimo studio cd dei Rhapsody, e l’altro suo progetto Dreamquest, che affronteremo in un’altra recensione.
Praticamente, il metal è ormai una mera scusa. Messo e lasciato in sottofondo, ormai i dischi di Luca sono delle colonne sonore, colonne sonore di film fantasy, di avventura, drammatici, ma sempre delle sfottute colonne sonore. Per quanto belle, avete mai provato ad ascoltarle senza vederci il film in contemporanea?
Persino Jerry Goldsmith e Basil Poledouris, due tra i più grandi compositori dell’era moderna, a fatica riescono nell’impresa, e la più bella ed affascinante traccia di un film, ascoltata senza il supporto delle immagini, diventa di una noia mortale. Con tutto il rispetto e a maggior ragione, non se ne esce con Luca Turilli e questo disco non fa eccezione: finchè il Luca nazionale si limita a comporre dei brani metal come Cristo comanda allora tutto ok, ma allorchè ogni disco è infarcito di momenti legnosissimi che vanno a costituire ‘sto benedetto “film score metal”, allora c’è veramente da imbottirsi di Prozac per evitare la catalessi. Atmosfera, ambient, emozioni, tutto quello che volete e anche ben riuscito se vogliamo, ma allora il metal ha perso e ha vinto la musica da camera.
In questo album troviamo “The Miracle of Life” e soprattutto “Mother Nature”, davvero due ottime composizioni, in cui appare la soave ma battagliera voce di Bridget Fogle ad accompagnare il veterano Olaf Hayer (che, onestamente, si stenta a riconoscere vista la prestazione sui due lavori precedenti), ma per il resto da “Angels of the Winter Dawn” e “Altitudes” fino a giungere a “Silver Moon” e “Pyramids and Stargates” è tutta una declamazione, una evocazione, su lentissimi mid tempos orchestrali e sinfonici…e che palle!!!
Da antologia l’ultimo brano, la title track, che dopo 3 minuti ti leva la voglia di vivere tra cori medievali, trombette, sintetizzatori, voci femminili, ed il tutto va avanti per quasi nove minuti, il tutto alla fine del disco. Direi che ce n’è abbastanza per lanciare il cd più lontano possibile o magari riutilizzarlo come sottobicchiere o come leggendario anti autovelox nel lunotto posteriore della macchina.
Onestamente ritengo che i Rhapsody, e Luca Turilli in questo frangente, abbiano perso il senso della misura con questo cavolo di “film score metal” e che sarebbe bene che tornassero a fare METAL e basta.
Altrimenti la prossima volta che li vedremo dal vivo corriamo il rischio di doverci accomodare su delle comode poltroncine (magari in sala VIP col dolby THX e tutto il resto…dedicato al nostro forum!), coca cola da una parte e pop corn dall’altra e occhi puntati su uno schermo.
Per dirla alla Ziliani… Soporifero, voto: 4,5.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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