Copertina 5,5

Info

Anno di uscita:2007
Durata:53 min.
Etichetta:Mascot
Distribuzione:Edel

Tracklist

  1. FASHIONED FROM DUST
  2. WASH THE PLANET CLEAN
  3. HAIL TO THE CHIEF
  4. WORMWOD
  5. LIBERTY LYING BLEEDING
  6. HYBRIDIZED
  7. TIAMATS FALL
  8. WPD (WORLD PANDEMIC DESTRUCTION)
  9. LAMB TO THE SLAUGHTER
  10. EXTINCT

Line up

  • Bruce Hall: vocals
  • Juan Garcia: guitar
  • Bernie Versailles: guitar
  • Karlos Medina: bass
  • Rigo Amezcua: drums

Voto medio utenti

Dici speed/thrash americano ed uno dei primi gruppi che ti balzano in mente sono gli Agent Steel, che di questo particolare sottogenere sono sempre stati i più eclettici esponenti, soprattutto in merito alle tematiche oggetto dei brani, fin dagli esordi incentrate sull’universo del paranormale.
Nel proprio quinto studio album la band californiana continua a farsi divulgatrice dell’occulto, ma dà un taglio netto con l’eredità sonora degli anni ’80, per altro in progressivo abbandono a partire dal precedente “Order Of The Illuminati” uscito nel 2003.
Cos’è dunque questo “Alienigma”? E’ un lavoro marcatamente differente dai propri predecessori. Di speed/thrash non vi è praticamente più l’ombra, identico discorso per la prestazione vocale di Hall che abbandona lo stile (in diverse occasioni stucchevole) ereditato dal suo predecessore John Cyriis, per dare un taglio a prima vista più personale alla propria prestazione ma che alla fine dei conti rientra, assieme alla prova dei suoi compagni di gruppo, nell’ormai ampiamente abusato filone del thrash “moderno”. Cardine di questa scelta stilistica è la produzione del disco che propone suoni esageratamente esaltati in tutte le tracce, al cui interno diventa un’impresa distinguere le diverse componenti ritmiche su cui troneggiano esclusivamente i riff portanti in stile Pantera e la gran cassa pestata con veemenza da Amezcua.
È così che si amalgama un album il cui unico obbiettivo pare sia quello di inchiodare il pubblico al muro con il suo tracotante impatto in termini di decibel, peccato che già dopo la prima traccia tutta questa monolitica pesantezza infastidisca e determini un ascolto trascinato e poco attento (salvo imporsi di fare diversamente) dell’intero “Alienigma”. Quindi, per quanto si possa ritenere lodevole l’iniziativa degli Steel di cambiare rotta, va registrato un sostanziale fallimento di tale azione, in quanto il gruppo, volendo differenziarsi dal proprio passato ha finito per uniformarsi al mercato presente con un prodotto di qualità trascurabile.
Recensione a cura di Luca 'Orphen' Recla
alienigma

fondamentalmente brutto

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