Copertina 9,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2000
Durata:49 min.
Etichetta:Metal Blade
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. DEATHEXPLOSION
  2. EXECUTIONER - SLAYER OF THE LIGHT
  3. BACK FROM THE GRAVE
  4. DEVIL GATE RIDE
  5. VENGEANCE
  6. REBEL ANGEL
  7. I WON'T FOLLOW
  8. BLITZKRIEG WITCHCRAFT
  9. DEAD MAN'S SONG
  10. TOTAL SATAN
  11. KILLING STAR (SUPERBIA LUXURIA XXX)

Line up

  • Johan Lindstrand: vocals
  • Marko Tervonen: guitar
  • Marcus Sunesson: guitar
  • Magnus Olsfelt: bass
  • Janne Saarenpaa: drums

Voto medio utenti

I The Crown, formazione svedese di Trollhättan, che originariamente portava il nome di Crown of Thorns, nel 2000 conseguono l'obbiettivo, tramite la storica Metal Blade Records, della pubblicazione del loro quarto album: "Deathrace King", se consideriamo anche i primi due dischi usciti con il precedente monicker ("The Burning" ed "Eternal Death", del 1995 e 97), cambiato in seguito ad una disputa legale con l'omonima band statunitense. Mentre si tratterebbe del secondo album se si considera solamente quelli usciti sotto il nome The Crown.

Lo stile musicale adottato dai The Crown in "Deathrace King" è piuttosto originale, visto e considerato che in ogni caso ci troviamo di fronte ad una band che affonda le proprie radici nel Death più seminale.
La specificità della band, pur rimanendo all'interno di una proposta priva di orpelli, è di essere il punto di incontro ottimale di varie tendenze del Metal estremo.
La loro base musicale è un Death old school dalle fortissime influenze Thrash, in particolar modo nei riff. Una proposta basata prevalentemente su tempi veloci, blast beat devastanti e una ferocia esecutiva raramente riscontrabile altrove; senza mai perdere quel giusto feeling che riesce a rendere "catchy" i brani, questo anche grazie al lavoro dietro al microfono dell'immenso Johan Lindstrand.
Sono altresì chiaramente rinvenibili influenze del cosiddetto Gothenburg Sound, prevalentemente dei colleghi At the Gates, dai quali tra l'altro prenderanno in prestito Tomas Lindberg nel 2002 per il capolavoro "Crowned in Terror". É da specificare che Lindberg è già presente, seppur solo come comparsa, anche nel disco che stiamo esaminando in questo articolo.
Al tutto vi è da aggiungere una certa componente Hardcore, ben udibile per esempio nella bomba iniziale di "Deathexplosion", che dona un tocco di violenza in più al loro impasto Thrash/Death, fino a sfociare in sfuriate che fanno un mezzo occhiolino al Grind, ed "Executioner: Slayer of the Light" ne è una chiara dimostrazione.
In vari passaggi dell'album si può avvertire un forte background Punk/Rock che si innesta alla perfezione nella proposta estrema degli svedesi, si pensi per esempio a brani come la Melodic Death "Back from the Grave", "Devil Gate Race", la splendida "Rebel Angel" o la conclusiva "Killing Star".
La componente 'core in alcuni frangenti si amalgama ad alcune soluzioni melodiche – elemento maggiormente presente nell'album successivo – che si avvicinano leggermente ad un certo tipo di Metalcore...ma tranquilli, niente a che vedere con la stucchevolezza della paccottiglia moderna.

Scendendo nel dettaglio del platter troviamo la stessa formazione degli album precedenti, ovvero: Magnus Olsfelt al basso, Janne Saarenpää alla batteria, Marcus Sunesson e Marko Tervonen alle chitarre, e il già citato Johan Lindstrand al microfono.
Il disco è un concentrato di adrenalina allo stato puro: 11 tracce per circa 49 minuti, non c'è spazio per grandi rallentamenti fatta eccezione per "Dead Man's Song". Il resto delle canzoni si muovono sulle coordinate che abbiamo ora esposto.
L'album presenta una serie di sfaccettature stilistiche estremamente ben amalgamate, così che i 49 minuti – non pochi visto e considerato la pesantezza dei brani – scorrano via senza affaticare l'ascoltatore.
Da segnalare, come già accennato, la presenza di Tomas Lindberg nella furibonda "Devil Gate Ride", vera e propria perla dell'album, e dell'immarcescibile Mika Luttinen degli Impaled Nazarene sul brano "Total Satan", il quale aggiunge il suo tocco al già devastante tripudio sonoro eretto dai cinque svedesi.
I membri del gruppo sono davvero affiatati e artefici di una prova di altissimo livello, sia sul fronte meramente tecnico che su quello artistico/creativo, per il quale possiamo ringraziare in buona parte il lavoro in fase di songwriting svolto prevalentemente da Magnus Olsfelt e Marko Tervonen. Su tutte, le prove che più mi hanno impressionato sono quella di Janne Saarenpää alla batteria: feroce e tecnico senza scadere nella noia degli artifici fine a se stessi; e quella di Johan Lindstrand, autore di una prestazione canora superba e tutto sommato varia, grazie alla sua capacità di adottare registri vocali che spaziano tra molteplici tonalità di growl e scream.
Per quel che riguarda i testi c'è poco da segnalare, le tematiche ricalcano i cliché del genere: satanismo, anticristianesimo, occultismo, ecc.ecc...

Parte dei meriti per la bellezza del disco sono attribuibili anche all'eccezionale lavoro di produzione svolto da Frederik Nordström, che oltre ad essere il chitarrista dei Dream Evil, é uno dei produttori più importanti del panorama musicale nordico; giusto per citare alcuni suoi lavori si pensi a "Slaughter of the Soul" degli At The Gates, "Lunair Strain" degli In Flames, "The Gallery" dei Dark Tranquillity e molti molti altri...
Frederik è riuscito a donare al disco un sound estremo, ruvido, asciutto, ben lontano dalla bombasticità dei suoni che purtroppo in seguito inflazioneranno un certo tipo di sonorità. Vecchio stampo per intendersi, senza però rinunciare alla pulizia e al perfetto bilanciamento dei vari strumenti, riuscendo così nell'impresa di far risaltare sia le parti prettamente aggressive che gli inserti melodici, senza perdere un briciolo dell'attitudine dei cinque ragazzi di Trollhättan.

Un disco per tutti gli amanti della musica estrema, adatto sia ai fan più oltranzisti della vecchia scuola, come chi vi scrive, che per chi non disdegna il tocco moderno e melodico tipico del Gothenburg Sound.

Recensione a cura di DiX88

Recensione a cura di Ghost Writer

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