Satan's Host - Burning the Born Again…(A New Philosophy)

Copertina 5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2008
Durata:non disponibile
Etichetta:Moribund

Tracklist

  1. SULFURIC STARDUST
  2. ECLIPTIC EQUINOX
  3. SINNERS IN SANCTUARY
  4. H.E.L.L.
  5. DARKMOON GATHERING
  6. NEW PHILOSOPHY
  7. BURNING THE BORN AGAIN...
  8. UNHOLY SABBATH
  9. SATANIC MAGISTERIUM
  10. INNER-VOICE GEM
  11. INVERTED JESUS
  12. CRYPT
  13. SATAN'S HOST
  14. INSIDE THE CASTLE OF EUPHORIC BLASPHEMY
  15. LUCIFERIAN LAW EVOKED

Line up

  • L.C.F. Eli Elixer: vocals
  • Patrick Evil: guitars
  • J. Phantom: bass
  • Pete 3 Wicked: drums

Voto medio utenti

Nati più di trent'anni or sono come progetto parallelo di Harry Conklin dei Jag Panzer, i Satan's Host seppero sfornare un album di power US dal taglio oscuro quale "Metal From Hell", prima di sciogliersi nel 1988. Si riformano nei '90s, senza Harry alla voce e con un taglio decisamente più Venom-iano, in cui fa capolino un primordiale Heavy/Black Metal d'altri tempi.
Proprio su queste coordinate si muove "Burning the Born Again…(A New Philosophy)", album in realtà pubblicato nel 2004 e ristampato ora dalla Muribund Records spacciandolo come un cult di quelli da avere assolutamente. Doveroso precisare che così non è.
I Satan's Host di "Metal From Hell" sono una band morta, sepolta e completamente diversa da questa. Gli attuali Satan's Host ne mantengono solo il nome, ma fanno dell'heavy/black passabile e possono essere tranquillamente fagocitati dal dimenticatoio.
"Burning the Born Again…(A New Philosophy)" è prodotto male, ha una batteria vergognosamente finta (almeno spero.. perchè dei suoni tanto osceni nel 2004 è difficile ottenerli) e non ha proprio pezzi vincenti.
La commistione tra il sound oscuro dei primi Venom e qualche incursione sporadica nei blast, pur mantenendo un approccio ed un riffing tipicamente heavy, non basta per rendere meritevole di acquisto un album assolutamente banale e insipido.
E' un disco evitabile, e se proprio siete curiosi su questa band dimenticata dal tempo, andate indietro fino al 1986 e a "Metal From Hell", ma per carità lasciate stare quel che è venuto dopo.
Recensione a cura di Lorenzo 'Txt' Testa

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