"SALVAMI DA ME STESSO", di Brian “Head” Welch dei KORN

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Pubblicato il:15/02/2021
Questa, ne sono certo, sarà un recensione particolare.
Parlare di musica metal e di cristianesimo potrebbe far rizzare le orecchie a molti. Infatti, così è stato quando si è iniziato a parlare e a scrivere della fatica editoriale scritta da Brian Head Welch, chitarrista dei Korn, la storica band Nu Metal che, illo tempore, ha contribuito alla nascita e alla diffusione del sottogenere.
Infatti, girando in rete e tra la carta stampata, le recensioni di questo libro non sono state molto positive, soprattutto da parte di testate musicali, mentre (ovviamente) sono state super entusiastiche quelle fatte da quelle cattoliche o da quelle dedite alla letteratura in generale. Qui, vorrei, fare una sintesi tra le due posizioni, poiché penso che questo libro, potrebbe far bene sia a chi crede sia a chi è ateo o altro (penso in primis ai fan della band, che potranno trovare qui un sacco di info sulla genesi del gruppo e i loro vissuti).

Il titolo del libro è emblematico: “Salvami da me stesso. Come ho trovato Dio, lasciato i Korn, dato un calcio alle droghe e vissuto per raccontare la mia storia” (Vi anticipo che nella postfazione, a cura delle curatrici del volume, è raccontata anche l’emozionante fase di ricongiungimento tra Head e il resto della band).

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Idealmente divisibile in due parti, il libro esordisce con la descrizione dell’infanzia e dell’adolescenza del ragazzo di Baskerfield, il suo amore sconfinato per la chitarra e per la musica, le prime esperienze musicali con le band locali, l’incontro con lo storico bassista Fieldy e gli altri membri della band, il grande successo ottenuto con i conseguenti eccessi di droga e alcool… Ma in Brian Head Welch, c’è qualcosa che non va, una nota stonata che non riesce ad accordarsi con l’armonia della sua vita da novella rockstar mondiale. I primi incontri con il cristianesimo avvengono durante l’adolescenza, ma sono passeggeri e quasi insignificanti. L’incontro con persone molto devote avverrà molto dopo, dopo un evento che segnò profondamente la coscienza del nostro eroe.
Distrutto dallo smodato uso di droghe, e col pensiero di farla finita come tema ricorrente nella fitta trama dei suoi pensieri, ci racconta Head: “C’era un solo elemento positivo, in mezzo a quello schifo: quando stavo con Jennea (sua figlia, NdA) non pensavo alla morte. Quel giorno, mentre ero seduto ad ascoltarla cantare, pensavo che fosse eccezionale. Riflettevo su quanto fosse dolce, la persona più dolce del mondo, e su quanto sarebbe stata dura lasciarla di nuovo per tornare in tour in autunno. Poi mi resi conto di quello che stava cantando. Era un pezzo dei Korn intitolato A.D.I.D.A.S., che sta per “All day I dream about sex”. Queste parole stavano uscendo dalla bocca della mia piccola bambina di cinque anni. In quell’istante capii che qualcosa doveva cambiare" (p.13).

Il momento “teofanico” (cioè dell’incontro con il Divino), avverrà dopo, molto dopo, grazie all’incontro con persone molto fedeli, che lo aiuteranno a capire cosa significa credere in Gesù Cristo. Se si vuole essere onesti, la descrizione della conversione, non è brillantissima. Mi viene in mente un salto dalla scala, dove ti viene descritto il gradino da cui sei saltato e quello su cui atterri. Ma quando si parla di fede, questo ci può anche stare, vista la componentistica a – razionale (e non irrazionale, si badi bene. Questo, almeno dal punto di vista di chi scrive) della metafisica.
Come anche la scrittura in generale del testo, a volte un po’ acerba e semplicistica. Ma nonostante questi piccoli e trascurabili difetti, il testo si legge con piacere e soprattutto Head riesce a trasmettere abbastanza bene quel senso di liberazione che ha sperimentato grazie a questa svolta, che lo ha aiutato a recuperare il suo equilibrio interiore, a continuare a fare musica e a divenire un filantropo davvero molto attivo per le cause dei meno fortunati, anche fuori dagli Stati Uniti.

Al centro del testo, un ricco reportage fotografico, riassume in immagini la vita di Head, prima e dopo la sua conversione.

Concludo dicendo che questo libro vuole essere la storia di una persona che, a modo suo, ce l’ha fatta. E condividere con gli altri, la propria “uscita dagli inferi” non può che essere stimolante per chi si troverà a confrontare la propria storia con quella narrata nel testo.

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Brian “Head” Welch
"Salvami da me stesso. Come ho trovato Dio, lasciato i Korn, dato un calcio alle droghe e vissuto per raccontare la mia storia"
Chinasky Edizioni
https://www.facebook.com/CHINASKIOFFICIAL/
Milano, 2018
€ 18
Articolo a cura di Caveman

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