Bloodbath: le frecce di Satana hanno colpito il bersaglio! (Anders Nyström)

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Gruppo:Bloodbath

“The arrow of satan is drawn” è uscito da quasi un mese ed ha raccolto un immediato consenso tra i fan e gli addetti ai lavori a dimostrazione che i Bloodbath non si limitano a timbrare il cartellino ogni quattro anni, ma che il progetto che vede coinvolti i membri di Opeth, Katatonia, Paradise Lost e Craft ha ancora parecchio da dire. Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con un disponibile Anders "Blakkheim" Nyström .

Benvenuto sulle pagine di Metal.it Blakkheim! Il nuovo lavoro dei Bloodbath è disponibile da alcuni giorni, come è stato accolto? Personalmente mi piace molto, trovo che il suono sia imponente e il riffing marcio affetta come una sega elettrica, per noi è uno degli album del mese di ottobre. Quando avete cominciato a scrivere il materiale che è finito in “The arrow of satan is drawn”? Come è nato il titolo?
Abbiamo cominciato a scrivere le canzoni durante lo scorso inverno e ci abbiamo impiegato circa due mesi per assemblarlo. Abbiamo tre differenti compositori nella band, così una volta che abbiamo messo insieme tutto il materiale, sapevamo che ne avevamo abbastanza per poter dare alle stampe un album completo. Nick (n.d.r.: Holmes) se ne è venuto fuori con il titolo dell’album, è una frase contenuta in una delle liriche che si è particolarmente distinta per la sua grande enfasi così da esser stata scelta come titolo dell’album! Queste parole sono espresse come un'istigazione, una dichiarazione profana che dovrebbe lasciarti con una cupa sensazione di incertezza.
La copertina dipinta da Eliran Kantor è davvero disturbante. Il concept è partito da voi o lo avete lasciato libero di creare quello che più lo ispirava?
L’artwork rappresenta l’interpretazione data dal titolo dell’album da parte di Eliran Kantor, stimolandogli l’immaginazione così da realizzare una rappresentazione visuale.
La principale novità è costituita dall’entrata di Joakim Karlsson, leader della black metal band dei Craft, al posto di Per Erikkson. Come mai avete scelto lui? Quale è stato il suo contributo in “The arrow of satan is drawn”?
Joakim ha contribuito in egual misura, ed ha scritto quattro canzoni. Due sono finite sull’album e due come bonus tracks. Tutti i membri dei Bloodbath sono fan dei Craft e penso di avergli detto che stavamo prendendo in considerazione l’idea di avvicinarci un poco alle loro sonorità black metal. Joakim da parte sua ha ammesso il suo crescente interesse verso il suono ronzante del death metal prodotto dall’HM-2 (n.d.r.: il Boss HM-2 è l’effetto “storico” del sound death svedese) dei Bloodbath. Così quando il posto di seconda chitarra si è reso vacante, più o meno avevamo già deciso di darlo a Joakim incontrandoci a metà dei nostri universi musicali per creare un nuovo capitolo ancor più marcio di prima.
Tutti voi avete degli impegni con le vostre band principali. Come capite che è venuto il “Bloodbath time”?
Semplicemente teniamo d’occhio i momenti liberi dai nostri impegni già pianificati. Nessun album dei Bloodbath è fatto in un colpo solo, è tutto suddiviso in più sessioni che possono durare anche un anno intero. È sia frustrante che rilassante, dipende da che punto sei messo col processo di sviluppo.
Ho trovato Nick Holmes molto più a suo agio qui che in “Grand morbid funeral”. Molto più ispirato e arrabbiato.
Yeah è “nella zona” ora! Pronto ad uccidere!
Le liriche rosso sangue non sembrano lasciare speranza per la razza umana…
Giustamente, immagino che è per questo motivo che lo chiamano death metal!
Come è nata l’idea di un riunire Karl Willets (Bolt Thrower), Jeff Walker (Carcass) e John Walker (Cancer) per “Bloodicide”? Con Nick Holmes hanno scritto alcune delle migliori pagine del death metal britannico.
Davvero lo sono! A pieno titolo sono delle leggende e sono anche vecchi amici che insieme hanno fatto la storia del death metal. Nick ha semplicemente chiesto loro se gli sarebbe piaciuto essere ospiti in una delle nostre canzoni, loro hanno accettato e per questo siamo loro molto grati. E’ stato tutto molto rapido e senza sforzo alcuno, si sono scambiati i file online in quanto non potevano esser fisicamente nello studio di registrazione anche se sarebbe stata davvero una esperienza fantastica, indubbiamente una cosa molto anni 90.
Ho visto il video di “Chainsaw lullaby”, trovo che l’idea di realizzarlo come un b-movie sia stata molto carina.
Grande! Volevo che fosse come un film anni 80 dal basso budget, ispirato dal film “Texas chainsaw massacre”, così le parole chiave del concept sono state quelle di realizzare tutto in formato vhs! Di farla sembrare come la copia della copia diffusa da ragazzo a ragazzo tenendola nascosta dai tuoi genitori, che è poi la cosa che facevo regolarmente durante la mia adolescenza! Ah! Ah!
Se dovessi scegliere una sola canzona per far conoscere I Bloodbath ad una persona che non li conosce, quale sarebbe?
Non sarebbe per nulla semplice! Siamo una specie di camaleonte del death metal, abbiamo cambiato e toccato così tanti stili in ciascuno dei nostri lavori. Non credo che ci sia una sola canzone che possa rappresentarci in pieno, ma non è un segreto che con “Eaten” abbiamo siamo andati vicino a realizzare un classico, quasi una canzone di culto, forse è ovvio, ma potrebbe esser questa.
Negli ultimi anni molte band hanno realizzato dischi ispirati dal classico suono death svedese. Cosa pensi di loro? Ce ne è qualcuna che ti piace? Cosa pensi della scena attuale?
Adoro la vecchia scena death metal, ma non riesco a tenere il passo con quella attuale se non riconoscere nomi e loghi. Credo che ci siano un sacco di killer band là fuori e ce ne sono di veramente abili, ma tendo a ricercare una certa “magia” e “atmosfera”, qualcosa che mi sorprenda così che me ne resti una impressione duratura. Per la maggior parte delle volte trovo queste cose spulciando fra il materiale uscito nei giorni gloriosi delle prime uscite.
A breve sarete in Italia per la data milanese dell’European Apoclaypse con i Kreator, Dimmu Borgir e Hatebreed. Cosa pensi di queste band?
E’ davvero un bill versatile, qualcosa che ogni metal fan dovrebbe afferrare!
Le ultime parole sono per te, chiudi come vuoi!
Saluti!

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