Triumpher: nel cuore della battaglia

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Gruppo:Triumpher
In pochi anni i greci Triumpher sono riusciti ad ergersi come una delle realtà più forti nel genere heavy/epic metal, e la summa di questa crescita è senza dubbio arrivata alla sua massima espressione (finora) con il loro terzo lavoro 'Piercing At The Heart Of The World', uscito da poco per la sempre afffidabile No Remorse Records. Sarebbe stato un peccato punibile con la discesa nell'Ade quindi, perdere l'occasione di parlare con Mars Triumph a proposito del loro nuovo full length e tanto altro. Buona lettura!
Ciao Mars, e benvenuto su Metal.it! 'Piercing....' è il vostro terzo album in pochi anni, ma la maturità e la crescita rispetto al debut 'Storming The Walls' è innegabile. Quali diresi sono le differenze tra questo lavoro e il primo?
Ciao a tutti, grazie per l’invito!
La differenza principale tra questo lavoro e il nostro album di debutto sta nella maturità e nella chiarezza di visione. All’epoca stavamo semplicemente cercando di costruire una prima struttura basata su una potenza più grezza. Ora, diciamo che tutto è più controllato, affinato e diretto con uno scopo preciso; questo è successo perché abbiamo acquisito una notevole esperienza in questi anni di lavoro costante sul nostro materiale. Abbiamo una comprensione più profonda delle composizioni, dell'atmosfera e della filosofia. Con Piercing The Heart Of The World, abbiamo finalmente forgiato il panorama sonoro che definirà i TRIUMPHER in futuro.
I Triumpher nascono nel 2019, ma prima di debutare nella sceena passano cinque anni. Come mai un lasso di tempo così vasto prima di rilasciare 'Storming The Walls'?
L'idea iniziale è nata nel 2019, ma avevamo bisogno di tempo per gettare le basi giuste. Non volevo affrettare il debutto senza sentirmi pronto per le registrazioni e l'uscita del disco. Quegli anni trascorsi in quarantena a causa del Covid sono stati fondamentali per dare forma a ciò che avevo in mente. Quando è uscito 'Storming The Walls', ho capito quanto la pazienza fosse stata fondamentale per questo progetto.
La vostra terra gioca un ruolo primario nelle tematiche delle vostre canzoni. Come mai questa scelta?
La filosofia, la mitologia e gli archetipi dell'ellenismo sono profondamente radicati nel nostro modo di pensare e di vivere. Rappresentano per noi una fonte viva di ispirazione alla base della nostra musica e dei nostri testi.
Ho trovato molto particolare l'artwork, con il cervo al centro della rappresentazione, ti va di spiegarmene il significato?
Le opere d'arte rivestono un ruolo molto importante nell'universo dei TRIUMPHER. Il cervo dalle corna dorate della dea ARTEMIDE, che si erge tra le cinque cime del monte Taygetos, trae origine da una profezia tradizionale ed è simbolo di rinascita e risveglio. I cavalieri nella parte superiore della tela rappresentano gli spiriti dei nostri antenati. Infine, in basso è possibile vedere un tempio di ZEUS e, sulla sinistra, la nave dei Feaci che riporta Ulisse a Itaca.

Prima di arrivare a parlare dei pezzi, vorrei parlare dei suoni e della produzione a cura di Achilleas Kalantzis, che ha svolto un lavoro davvero eccellente. Questo è stato il primo album con il quale avete lavorato con lui, come siete entrati in contatto?
Sì, è vero, è la prima volta che collaboriamo con Achilleas; ho trovato le sue produzioni con la sua band VARATHRON e alcuni altri progetti a cui ha lavorato davvero fantastiche, ed è per questo che ho deciso di contattarlo. Siamo profondamente soddisfatti del suo approccio alla visione dei TRIUMPHER.
Vi è un concept alla base di 'Piercing...', o si tratta di tematiche slegate fra loro?
Sì, l'album è un concept a tutto tondo. Tutti i brani sono collegati tra loro dal punto di vista filosofico e tematico. Il concept si sviluppa attraverso una visione filosofica sulla natura dell'eroismo, inteso come percorso di disciplina, trasformazione e realizzazione personale. Ogni parte dell'album riflette una fase diversa di questo percorso. Al suo centro ruota l'idea del ritorno del Re Eterno, l'archetipo del sovrano legittimo che, dopo aver superato le prove, torna per rivendicare il suo posto sacro. Parallelamente, c'è la ricerca della Spada Fiammeggiante, che simboleggia il potere, la conoscenza e l'autorità divina degli Dei.
Fin dai primissimi secondi di 'Black Blood' si può capire subito come una delle tue primissime influenze sia Eric Adams dei manowar, anche nel modo di interpretare e narrare il tutto. Ci sono altri vocalist che hanno giocato un ruolo importante nella tua crescita a livello vocale?
Eric Adams è, ovviamente, una delle mie principali fonti di ispirazione, ma non l’unica, e non riesco a capire perché la maggior parte dei recensori e dei critici si sia concentrata solo su una delle mie influenze. Sono influenzato da molte grandi voci come Bruce Dickinson, Ian Gillan, Rob Halford, Tony Martin, Dio e Warrel Dane, ma non cerco mai di imitarli. Assorbo questi elementi dai miei idoli e li trasformo attraverso la nostra identità.
Una delle canzoni che più mi ha colpito, sopratutto per le tematiche, è stata 'Erynies', dove si parla delle personificazioni della vendetta in caso di chi abbia avuto atteggiamenti violenti verso la propria famiglia. Come mai la scelta di una tematica così particolare?
Le Erinni sono i demoni infuocati al servizio della dea Themis; in questa concezione rappresentano una grande forza che scaglia la spada della giustizia contro gli ingiusti e li conduce alle grandi corti di Ade. Ma oltre a questo, come già sapete, i testi dei TRIUMPHER hanno molti livelli di significato e di pensiero; crediamo che “Erinyes” rappresenti il concetto di vendetta divina contro i malfattori, una forza di giustizia che ristabilisce l’equilibrio. È un archetipo profondamente radicato nel pensiero delle società occidentali e si inserisce perfettamente nel nostro quadro filosofico.

Invece di 'Naus Apidalia', a conti fattti la vostra prima suite, da quasi dieci minuti? Com'è stato il proceso di songwriting?
«Naus Apidalia» è stata la parte più impegnativa dell’intero album. Comporre un brano così lungo e mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore è un compito molto arduo. Naturalmente, ho scelto un approccio strutturale molto diverso. La storia si sviluppa in strati su strati ed è più cinematografica rispetto alle altre canzoni. Infine, ho scelto un brano di altissima maestosità poetica tratto da Omero, una parte dell’Odissea così brillante che si potrebbe costruire un intero album solo attorno ad essa.
Se dovessi descrivere la musica dei Triumpher con una sola canzone, quale sceglieresti? Personalmente io direi 'The Mountain Throne', o pescando dall'album precedente 'Athena'...
Se dovessi scegliere una canzone che rappresenti i TRIUMPHER, sceglierei “The Blazing Circle”.
Racchiude l’essenza stessa della nostra filosofia e possiede una potenza grezza che, a mio avviso, costituisce ancora oggi un ottimo punto di partenza per chi vuole immergersi nel nostro universo.
Come detto in precedenza, in pochi anni avete pubblicato tre album. In riferimento sopratutto agli ultimi due lavori, sono state tutte canzoni di cui avevate già qualche idea abbozzata nel cassetto, magari dalla vostra nascita nel 2019, o è tuto materiale inedito?
Le idee per gli album sono in continua evoluzione. Alcuni spunti possono risalire a periodi precedenti, ma la maggior parte del materiale prende forma nel momento stesso in cui lo creiamo. Quindi teniamo sempre da parte alcune idee, ma la maggior parte di esse è completamente nuova.
Quali temaiche vi piacerebbe esplorare nei vostri prossimi lavori? Sarò di parte, ma trovo che l'Italia sia una fucina abbastanza vasta di argomenti epici... scherzo ovviamente ahahahah!
Mmm, è una domanda difficile a cui rispondere, ma penso che continueremo a creare nuove storie e a inserire temi storici e filosofici. Sì, l’Italia è una delle mie maggiori fonti di ispirazione. La canzone “Journey / Europa Victrix” è stata scritta subito dopo la mia prima visita a Roma. Abbiamo un legame così profondo con l’Italia ed è davvero un peccato che abbiamo suonato in quasi tutta l’Europa ma non ancora in Italia.
Bene Mars, l'intervista è giunta al termine, io ti ringrazio per il tuo tempo, lascio a te le ultime parole!
THE GODS ARE FAVORING THE BRAVE

Intervista a cura di Francesco Metelli

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