Reptyle - A High And Lonely Place

Copertina 5

Info

Genere:Gothic / Dark
Anno di uscita:2004
Durata:55 min.
Etichetta:Sonorium
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. ... THE RED UNBLINKING NIGHT...
  2. THE LIGHT (MARTYR'S SONG PART 1)
  3. IN HELL
  4. THE SCOURGE (MARTYR'S SONG PART 2)
  5. GREEN LAND
  6. (AND THE DEVIL SAID) BECAUSE
  7. DESCEND TO HEAVEN
  8. A HIGH AND LONELY PLACE
  9. CALIX BABILON
  10. MASSACRE CELEBRATION
  11. REDEMPTION STREET

Line up

  • Zulu: vocals
  • Keule: guitars
  • Slash: guitars
  • Moci: bass
  • Kufi: keyboards

Voto medio utenti

Siamo su EUTK.net, un portale che parla di musica, quindi dire che ognuno di noi, ognuno di voi è fondamentalmente il frutto dei primi amori musicali, non mi sembra poi così fuori luogo. Esistono, e sempre esisteranno vari generi musicali che la prima volta che li ascolti ti rimangono dentro per sempre, indipendentemente da dove la tua crescita musicale ti porterà in un futuro. Io ho cominciato con il Rock’N Roll di quello duro, fumoso, (sleazy, tanto per capirci) e con il Dark, per la precisione con l’Electro Dark e con il Gothic Rock Old School. Immagino che vi starete chiedendo perché sto partendo da così lontano… beh, la risposta è semplice. I tedeschi Reptyle propongono proprio un Gothic Rock Old School, con fortissime tinte Electro Dark (e a chi non vengono in mente elementi vicinissimi ai The Sisters Of Mercy, Fields Of The Nephilim ed ai The Marionettes!), in pieno passaggio ‘80/’90, sonorità e produzione comprese (anzi, in quel periodo le produzioni erano forse migliori, in quanto orientate alla massima tecnologia disponibile in quel momento): capite bene che non parlare bene di un disco del genere mi stringe il cuore e mi fa scendere una lacrimuccia, soprattutto pensando alle meravigliose canzoni di quel periodo. I Reptyle di buono presentano, purtroppo solo le intenzioni: le songs sono piatte, caotiche, arrangiate in maniera un poco approssimativa (vedi le parti vocali di Zulu), limitandosi a riproporre, senza neanche troppa fantasia, il mood classico del genere. Nel 2004 è bello ascoltare bands che ancora sono rimaste radicate alla causa Old School della concezione del Gothic Rock e che ripropongono un sound fortemente Electro Dark non influenzato dalla a volte eccessiva commerciabilità degli inserimenti Pop, ma da qui a creare un lavoro di spessore, ce ne passa. Ps: il chitarrista che porta il nick di Slash, ovviamente NON è quel Slash!
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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