AA.VV. - Empire Of Thunder - A NWOBHM Collection

Copertina SV

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2005
Durata:49 min.
Etichetta:Majestic Rock
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. TYTAN - COLD BITCH
  2. MEDUSA - TOO FAST TO SOON
  3. CHARIOT - VIGILANTE
  4. BITCHES SIN - STRANGERS ON THE SHORE
  5. SHIVA - RING OF FIRE
  6. HEAVY PETTIN - ROLL THE DICE
  7. TOBRUK - WILD ON THE RUN
  8. SABRE - CAN YOU FEEL IT?
  9. BLIND FURY - DO IT LOUD
  10. QUARTZ - CIRCLES
  11. CHARIOT - SO BLIND
  12. HEAVY PETTIN - HEART ATTACK

Line up

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"Empire Of Thunder" è un tributo alle sonorità della NWOBHM, ma anche un dovuto saluto ad un personaggio come Tommy Vance che, con il suo "The Friday Rock Show", tanto ha fatto e dato alla scena metal.
12 canzoni per 10 gruppi, con i Chariot e gli Heavy Pettin che quindi doppiano la propria partecipazione, quasi tutte bands legate in qualche modo alla Majestic Rock, la label che ha appunto realizzato questa raccolta.
Si parte con i Tytan, una band dalla vita breve (un solo LP, postumo, "Rough Justice"), dove hanno militato due ex Angel Witch (Dave Dufort e Kevin Riddles) ma sopratutto il dotato cantante Kal Swan. La loro "Cold Bitch" è un ottimo esempio di Heavy Metal dei primi eighties, incalzante, dalle chitarre in gran spolvero e con la voce di Swan su tutti. Altro gran singer per i Medusa, si tratta, infatti, della prima band in cui ha militato Steve Grimmet (in seguito nei Grim Reaper e poi Onslaught), peccato che la resa sonora non sia all'altezza del brano che lo ha preceduto ma ai Medusa non mancavano altre qualità.
La grintosa "Vigilante" arriva direttamente dall'album di debutto dei Chariot, anche qui le chitarre in evidenza a rendere giustizia ad un gruppo che è stato stranamente (ed ingiustamente!) sottovalutato. E pestano anche i Bitches Sin, sicuramente tra i più aggressivi del lotto, una band che assieme ad altri eroi, quali Raven, Chateaux e Blitzkrieg, aveva iniziato l'avvicinamento allo Speed Metal. Gli Shiva sono invece tra quelli meno legati al classico NWOBHM sound, con evidenti influenze seventies e spunti rock/prog, che appaiono evidenti sulla loro a "Ring Of Fire". Ci pensa "Roll The Dice" degli Heavy Pettin' a risollevare il livello d'energia, un brano che ricorda decisamente i Saxon, peccato che dopo un inizio di carriera brillante questi scozzesi si siano un po' persi per strada, "invischiandosi" con sonorità più melodiche. Sonorità queste, che ritroviamo nei Tobruk, "Wild On The Run" ha un taglio Hard Rock, con le melodie garantite da cori accattivanti e dall'uso delle tastiere, una scelta che all'epoca non gli "perdonai", ma su cui ora posso pure sorvolare ed anzi, rendere loro merito.
Devo ammettere che non mi ricordavo assolutamente dei Sabre, ma non che l'ascolto di "Can You Feel It?", mi faccia sentire particolarmente in colpa, dispersiva e più vicina com'è all'Hard Rock che all'Heavy Metal. Quello che invece ti sbattono in faccia, con "Do It Loud", i Blind Fury, reincarnazione dei Satan, senza però il talento di Brian Ross dato che alla voce troviamo un Lou Taylor non del tutto convincente. Con "Circles" incappiamo poi nei Quartz, che in realtà sono antecedenti alla nascita della NWOBHM, ed, infatti, il loro è un sound che ha dei contatti sia con i Black Sabbath sia con un più grezzo Hard Rock, in ogni caso di qualità. Se in precedenza i Chariot avevano mostrato i denti, con "So Blind" si propongono in una semi-ballad, energica ma al contempo melodica. E bissano pure gli Heavy Pettin' che con "Heart Attack" scelgono il "lato commerciale" della forza".
Una compilation altamente consigliata, tuttavia alla storia... anche a quella meno nota, non si può dare un voto!
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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