Copertina SV

Info

Anno di uscita:2017
Durata:85 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. FORGING
  2. NAMASTE
  3. THE ONE
  4. THE WEIGHT
  5. HIGHEST BITTER
  6. ARCHITECT OF FORTUNE
  7. ARRIVAL OF LOVE
  8. LOVED ONES
  9. SIN
  10. HAVOC
  11. PAGES
  12. ABYSS
  13. I AM
  14. CHIVALRY
  15. GAME OF LIFE

Line up

  • Michael Eriksen: vocals
  • Mats Haugen: guitars
  • Lasse Finbråten: keyboards
  • Glenn Møllen: bass
  • Truls Haugen: drums

Voto medio utenti

Nati come una prog metal band “tout-court” all’inizio del nuovo millennio - ricordo ancora quando nel 2005 la stampa specializzata li vendeva come “quello che i Dream Theater non fanno più” - nella loro (poco prolifica) carriera i Circus Maximus hanno cambiato tante pelli prima di arrivare a essere ciò che sono oggi: una formazione “né carne, né pesce” indecisa se intraprendere la via del progressive tecnico “vecchia scuola” o se spingere sulla componente melodica/AOR della propria proposta (difficilissimo equilibrio raggiunto solo dagli svedesi Seventh Wonder).

Il qui presente “Havoc In Oslo” nasce per celebrare il recente - e, a giudizio di scrive, molto sovrastimato - full-length “Havoc”, eseguito (quasi) per intero nella capitale norvegese nel Febbraio del 2016. Non mancano ovviamente altri brani presi della discografia del quintetto (in particolare dall’album “Nine”) e va da sé che performance e produzione sono quanto di meglio ci si possa aspettare da un’uscita di questo tipo.

Ecco allora che il live in oggetto diventa una specie di “best of atipico” dei Circus Maximus, con episodi un po’ per tutti i gusti: “Namaste” o “Abyss” mettono a sistema Symphony X e Threshold, “The One” è groovy e tecnica allo stesso tempo, “Highest Bitter” rievoca i Kamelot di Roy Khan, “Arrival Of Love” e “I Am” suonano Eighties che più non si può, “Loved Ones” è zuccherosa in maniera accettabile e così via. Niente spicca veramente (forse giusto la dreamtheateriana “Sin” - l’unico brano tratto da “The 1st Chapter” - o “Chivalry” - tra le cose migliori del sopraccitato “Havoc”) e questo mi fa dire che i due CD che accompagnano il DVD/Blu-Ray sono sostanzialmente inutili. Da quello che gira on-line (i video completi non li abbiamo ricevuti, ndr) è proprio la ripresa del concerto in alta definizione a rendere interessante l’opera pubblicata da Frontiers Music.

Interessante sì, ma non imprescindibile.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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