Copertina 6

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2020
Durata:20 min.
Etichetta:Blood Harvest

Tracklist

  1. OXALATE - NECROTIC DESCENT
  2. PERPETUATED - GOD'S ASSASSINS
  3. BLOOD SPORE - DREADING THE MYCELIAL MASK
  4. VIVISECT - EXTRATERRESTRIAL PROLIFERATIONS

Line up

  • Perpetuated
  • Matt Scott: Bass
  • Paul Lutostanski: Drums
  • Demir Soyer: Guitars
  • John Toth: Vocals, Guitars
  • Blood Spore
  • Christopher Emerson: Bass, Vocals
  • Fred Grabosky: Drums
  • Luke Gary: Guitars
  • Kyler Bartee: Guitars
  • Oxalate
  • Devon Ray: Bass, Vocals
  • Jackeline Betancourt: Drums, Vocals
  • Chris Albertsen: Guitars
  • Zakk Mild: Guitars
  • Vivisect
  • C.G.: Bass
  • M.W.: Drums, Synth
  • Randy Cavanaugh: Guitars
  • Dan Sclavi: Vocals, Guitars

Voto medio utenti

Un mini e quattro brani per quattro band. Questo espediente usato molto spesso nei primi anni 90, specie in formato 7” – ricordo che la Nuclear Blast ne pubblicò alcuni per far conoscere Sinister, Hypocrisy e altre band della prima ondata death - non è mai passato veramente di moda e l’etichetta svedese Blood Harvest lo riutilizza per farci conoscere quattro gruppi provenienti dall’underground death metal statunitense, gli Oxalate, i Perpetuated, i Blood Spore e i Vivisect.

Certo un brano a testa è davvero poco per farsi una idea non superficiale di un gruppo, ma così è e così ci dobbiamo “accontentare” di quello che ci viene gentilmente offerto nel piatto.
E la porzione offertaci non è malaccio.

Gli Oxalate aprono le danze con “Necrotic descent”, pezzo la cui struttura ricalca quelle dei primi vagiti dell’Angelo Morboso, con una base ritmica molto compatta, che poi aumenta di velocità e vigore, growling profondo e minaccioso e riffing cupo e cadenzato. Speziato il giusto e dal sapore anni 90.

Seconda traccia che vede condurre le danze dai Perpetuated con “God’s assassin”, scheggia di death veloce dal buon groove e caratterizzata da un blasting molto sostenuto che non si perde in tecnicismi di sorta, peccato che la registrazione sia troppo sporca. Va bene che è death old school, ma non si dovrebbe rendere il mixaggio troppo incomprensibile.

Penultima traccia del mini per i Blood Spore. Dalle prime note si sente che la registrazione è migliore dei colleghi precedenti ed è un bene. Death/doom fosco e rallentato quello proposto dalla band di Philadelphia, gentile variazione sul tema rispetto a chi li precede, “Dreading the mycelial mask” è un brano ben costruito che, seppur non aggiunge né sottrae qualcosa al genere, dimostra che il quartetto non è uno sprovveduto ed è in grado di tirar fuori qualcosa di buono. Peccato per il finale un po’ troppo caotico per i miei gusti.

Ultimo colpo per i Vivisect con “Extraterrestrial proliferations”, brano ispirato anche questo dai sempiterni Morbid Angel, che vive di continui strappi fatti di accelerazioni e rallentamenti. Voce a parte, chissà perché i “cassetti della memoria” mi hanno riportato alla mente i Resurrection dell’esordio di “Embalmed existence”

Che ne dite di un assaggio?

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