Non si sa mai cosa aspettarsi dai
Major Parkinson, e il nuovo
“Valesa: Chapter 2 - Viva The Apocalypse!” non fa eccezione.
La breve e interlocutoria
“Elevator Pitch” prelude all’epica e drammatica
“Showbiz”, senza dubbio uno degli episodi migliori mai concepiti dai norvegesi fino a oggi: la disperazione di
“The Wall” fa il paio con la teatralità di
“The War Of The Worlds”, e ci pensa l’intenso
Jon Ivar Kollbotn a fiorire il tutto con la sua incredibile voce.
“Superdad” strizza l’occhio alla Diablo Swing Orchestra (c’è pure il cantato nello stile di Elvis, caro alla formazione svedese), mentre la successiva
“Father Superior” rievoca le recenti evoluzioni space funk dei Dear Hunter, con quel pizzico di sale psichedelico che non guasta mai.
La titletrack è l’episodio più disimpegnato del lotto, ma è tutt’altro che banale, così come
“The Doctor In Command”, tra Beatles e Who, ma proiettati nel nuovo millennio. In
“Karma Supernova”, dopo un crescendo muscolare e ben costruito, si scatena letteralmente l’inferno, con vette che nemmeno gli Sleepytime Gorilla Museum dei tempi d’oro hanno mai raggiunto per follia e per ferocia.
“Maybelline” attacca come una ballad piuttosto canonica, impreziosita dal timbro dell’immancabile
Peri Winkle, ma l’evoluzione luciferina è tanto rapida quanto inaspettata, e conduce alla soffusa e speranzosa
“Kiss Me Now!”, dalle tinte new wave.
L’Apocalisse ha finalmente trovato una sua degna colonna sonora.
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