Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2007
Durata:40 min.
Etichetta:New LM Records
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. CANTO III
  2. LA SENTENZA
  3. MELMA
  4. IL CANTO DELLA DEVASTAZIONE
  5. VELENO
  6. LA TERRA DELLE OMBRE
  7. INERME
  8. KHOMA
  9. LABIRINTO
  10. IL FUNAMBOLO (LIVE)

Line up

  • Jerico: bass
  • Rawdeath: drums
  • Alcio: guitar
  • Elvys: guitar
  • Khaynn: vocals

Voto medio utenti

Se già “In Memoria Temporis”, datato 2004, aveva lasciato trasparire qualità ben più degne di un pur buon gruppo emerso grazie a due demo davvero validi, è tempo di raccogliere quanto seminato, è tempo del definitivo salto di qualità, giunto finalmente con il nuovo “Mutatio et Maestitia”, album con il quale gli SRL raggiungono a pieno la loro maturità artistica, fatta di un death thrash metal che non lascia concessioni melodiche ma che basa sull’impatto e sulla violenza il proprio punto di forza.
In effetti rispetto al passato la direzione stilistica della band ha virato decisamente su soluzioni più estreme, abbandonando territori “panterosi” e momenti maggiormente riflessivi, ed è così che dopo l’intro iniziale di “Canto III” si scatena la furia di “La Sentenza”, piazzata a perfezione come opener in quanto uno dei migliori episodi del disco, bilanciato tra sfuriate aggressive e riffoni pesanti come macigni, a cui segue “Melma”, fra i cui accordi irrompe la prepotente voce del nuovo singer Khaynn, sempre a metà strada tra lo scream ed il growl, e per questo tremendamente adatta alla proposta degli SRL.
“Il Canto della Devastazione” termina questa clamorosa letale tripletta e si candida a canzone migliore del disco, grazie ad un songwriting letteralmente perfetto che prosegue anche nella successiva “Veleno”, che rimanda alla mente in modo particolare qualche passaggio del death svedese a causa delle melodie usate, ancora una volta in modo magistrale.
La seconda parte dell’album si apre con la breve e melodica strumentale “La Terra delle Ombre”, una sorta di pausa per tirare il fiato prima dell’attacco frontale di “Inerme”, stavolta più sbilanciata su un thrash old-school dei Sepultura che furono, su cui spiccano le doti della sezione ritmica di Jerico e Rawdeath, rispettivamente al basso e batteria.
Le conclusive “Khoma” e Labirinto” ci introducono al finale costituito da “Il Funambolo”, un pezzo tratto dal precedente “In Memoria Temporis” e qui riproposto in versione live studio.
In definitiva un ottimo ritorno degli SRL, anche grazie ad una produzione potente e nitida che valorizza in maniera significativa il validissimo apporto della band al panorama estremo, e che consigliamo senza riserve a tutti gli appassionati di tali sonorità, in cui la band ternana all’interno della scena italiana trova oggi pochi rivali.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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