Copertina 10

Info

Past
Genere:Power Metal
Anno di uscita:1986
Durata:40 min.
Etichetta:Noise Records

Tracklist

  1. WALLS OF JERICHO
  2. RIDE THE SKY
  3. REPTILE
  4. GUARDIANS
  5. PHANTOMS OF DEATH
  6. METAL INVADERS
  7. GORGAR
  8. HEAVY METAL (IS THE LAW)
  9. HOW MANY TEARS

Line up

  • Kai Hansen: vocals, guitars
  • Michael Weikath: guitars
  • Markus Grosskopf: bass
  • Ingo Schwichtenberg: drums

Voto medio utenti

Premessa, questa rece è stata realizzata 15 anni fa, ai tempi in cui scrivevo per MetalInside.

Oggi, in occasione del Pumpkins United World Tour, ho deciso di riproporre le rece dei primi tre album degli Helloween, vale a dire: "Walls of Jericho" e i due capitoli del "Keeper ot the Seven Keys", e di lasciarle “originali” pur con qualche doveroso “ritocco" (essendo passati 15 anni) cercando tuttavia di non stravolgere nulla per far si che siano il più “vere” possibili.

Bisogna anche dire che siamo al cospetto di tre album, che già era difficile (ri)giudicare nel 2002, figuriamoci nel 2017, quando nel frattempo le ‘zucche di Amburgo, hanno realizzato altri sei album, fra cui un terzo "Keeper", cambiato line-up un paio di volte, e annunciato il ritorno degli Helloween United.

Questo doveroso preambolo serve per spiegare il valore nonché l’importanza che hanno gli Helloween per il sottoscritto.
Certamente più di una band, conosciuti ed imparato ad amare nel 1987 col primo "Keeper", visti live in formazione originale, seguiti sempre nel bene e nel male durante tutta la loro carriera, perché ci sono esperienze che possono essere raccontate, altre che invece vanno semplicemente vissute!

Quindi non aspettatevi nulla di "razionale", nulla di “obiettivo” ma solo una enfatizzazione estrema di quello che considero il mio vero “triplete” (sicuramente più importante di quello del 2010), tre album, 26 canzoni (più varie bonus track), 133 minuti da ascoltare tutti d’un fiato, una valigia che centrifuga i ricordi e azzera il tempo, riportandoci al 1988, al cospetto di una band pronta ad inseguire la chimera di un successo, che invece raggiungerà proprio grazie a questi tre capolavori assoluti.

Walls Of Jericho
Keeper Of The Seven Keys Part I
Keeper Of The Seven Keys Part II

Walls Of Jericho
Correva l’anno 1986, quando una semi sconosciuta band tedesca dava alla luce quello che sarebbe diventato un immenso capolavoro, un album devastante cha ancora oggi a distanza di tanti anni non ha trovato eguali, e probabilmente mai ne troverà!

"Walls Of Jericho" è la sintesi di ciò che deve essere un album Heavy Metal, un album totale, che scorre via lasciando l’ascoltatore senza respiro, ogni singolo episodio, ogni singolo minuto, in altre parole, un concentrato di potenza, energia, rabbia, melodia, aggressività!

Diciamo subito che la Noise in seguito, ha ristampato intelligentemente "Walls of Jericho" insieme al primo EP oltre che alla canzone “Judas" ovvero uno dei primi lavori della band di Amburgo.
(La traccia è inclusa anche su alcune versioni del “Keeper of the Seven Keys Part I”

Immagine


Se consideriamo inoltre che la produzione era pressoché arrangiata, che il giovanissimo Kai Hansen, coi suoi compagni avevano alle spalle poca esperienza, il valore di questo primo full length, cresce ulteriormente, rendendolo indiscutibilmente pietra miliare del metal in generale!

Squillino le trombe dunque, ed eccoci subito al cospetto “Walls of Jericho”, la madre di tutte le intro, ovvero “London Bridge is fallong down”, in seguito destinata a diventare il tormentone sul quale cantare “Happy Happy Helloween”, che  introduce col suo incedere in modo magistrale, la devastante “Ride The Sky” un’autentica battaglia a colpi di doppia cassa, cori epici, riff rocciosi che ci rende subito l’idea della dimensione nella quale gli Helloween ci stanno trascinando.

Ormai la strada del non ritorno è imboccata, la successiva “Reptile” è il brano più catchy, dell’intero album, e sfido chiunque a negare di aver mai intonato il coro epico col quale si chiude questo episodio!

La “rabbia” fatta musica ha il nome di "Guardians", ennesimo episodio che lascia senza respiro, per tutta la durata, fino a quando tutti uniti sguainiamo le spade al cielo “urlando” il coinvolgente refrain che precede un solo guitar magistralmente eseguito da Kai Hansen per poi rituffarci nel suggestivo refrain!

Ci vorrebbe un attimo di pausa e invece non è così, quasi come a dimostrare che gli Helloween sono distruttivi dall'inizio alla fine, iniziano le note della devastante “Phantoms of Death” ormai un’icona, una song destinata a diventare leggenda, un insieme di speed metal, melodia, riff e un solo guitar che valgono a Kai Hansen l’appellativo più che meritato di “Sua Maestà”! 

“Genocide everywhere, where's the saviour of this world”

La straordinaria "Metal Invaders" è un crescendo entusiasmante di potenza che dimostra l’affiatamento fra i quattro terribili ragazzi di Amburgo che ci prepara alle sonorità decisamente più cathcy di “Gorgar” nonché un work guitar palesemente più Happy Metal, etichetta destinata ad accompagnare negli anni gli Helloween!  

Una cavalcata dietro le pelli dell’indimenticabile Ingo Schwichtenberg (R.I.P.) apre l’episodio destinato a diventare la parola d’ordine per ogni fans “Heavy Metal (Is the Law)”
Qui siamo al cospetto di una canzone capace di fomentare il pubblico di risvegliare impulsi non meglio distruttivi sotto forma di head bang fino all'ultimo colpo!

Si chiude con “How Many Tears ” dotata di un refrain irresistibile, destinato a rimanere indelebile nella mente fino alla fine, un vero e proprio inno all'Heavy Metal, un susseguirsi di riff coinvolgenti, solo guitar sparati a velocità inimmaginabili per la mente umana,  brano articolato, lanciato a mille ma che riesce ad arrestarsi con facilità impressionante per poi ripartire più forte di prima, quasi a voler prendersi gioco dell’ascoltatore, il quale si ritrova inesorabilmente inerme di fronte alla potenza devastante di Ingo, Kai, Markus, e Michael.

Non a caso questo è da sempre il pezzo che chiude i live degli Helloween! (che personalmente vorrei non arrivasse mai in quanto è segno che il concerto sta per terminare n.d.a)
Una curiosità che pochi sanno è che la prima versione di “How many tears” in realtà si chiamava "Sea of fears" come riproposto nel refrain “How many tears flow away To become a sea of fears” e fu scritta da un giovanissimo Weikath in età liceale, ed era caratterizzata da una linea vocale decisamente più “lirica” che meglio si adattava alla struttura mid-tempo del brano.
Tempo fa era scaricabile dal sito ufficiale. (ricordo che stiamo parlando del 2003, oggi non ho idea se si possa ancora trovare in qualche angolo del Web)

Immagine


Come detto in precedenza la Noise successivamente ha pensato intelligentemente di ristampare questo album già di per se immenso,  arricchendolo col mini EP "Judas", datato 1985, che annoverava brani di assoluto spessore.
È il caso della potente “Starlight”, immaginate qualcuno che dorme, suona la sveglia, accende una sigaretta, apre una lattina, e inizia a girare fra le varie stazioni radio, immaginate che fra le varie emittenti, si soffermi casualmente sulla musichetta di "London bridge is falling down", rivista in "Happy, Happy Helloween"
Immaginate adesso quali possono essere le conseguenze!
Un diretto nello stomaco, alchimia perfetta di power e speed metal, deciso e diretto, tanto per rompere gli indugi con il massimo impatto possibile!!

“Murderer” attacca nell'ordine con le due chitarre di Kai e Michael, seguite dal basso di Markus e la doppia cassa devastante di Ingo si tratta dell’ennesima song sparata senza pietà alcuna per l’ascoltatore, che prepara il campo di battaglia alla successiva “Warrior”, brano che inizia con l’echeggiare dei rumori di colpi di arma da fuoco, per poi partire regalandoci i soliti magistrali  solo guitar di sua maestà Kai Hansen, che bene si integrano con la struttura del brano e il suo refrain!
Roba per palati fini.

Seguendo la scia del precedente episodio, la complessa “Victim Of Fate” è forse il brano più articolato di tutto l’album, una vera perla! 
Cambi di ritmo, un song-writing deciso, e un Kai Hansen ispiratissimo alla voce, che dopo un intermezzo quasi “esoterico” riparte più speed che mai con un refrain ormai diventato leggendario.
“Fly high, touch the sky, you will die !” 
E’ ovviamente superfluo segnalare l’ottimo work guitar!

Finalmente i ritmi si calmano, con le note di una chitarra acustica che introduce “Cry For Freedom” la quale, dopo un avvio mid-tempo si eleva alla massima potenza regalandoci un botta-e-risposta di Kai Hansen e Michael Weikath a colpi di chitarra!
Ultimo brano inserito in questo CD, entrato di diritto nell’Olimpo del power metal, è la bonus track “Judas” che inizialmente secondo le idee della band, avrebbe dovuto essere inserita nel successivo "Keeper Of The Seven Keys".

La potenza è nulla senza controllo, oltre ad essere un vecchio spot pubblicitario, sembra essere la parola d’ordine di Kai Hansen e compagni, che con “Judas”  si congedano, consegnandoci un’ultima chicca che non fa altro che aumentare il valore di questo incredibile  album!



(1986) Noise
All songs written and arranged by Helloween
Produced, engineered and mixed by Harris Johns
Edda and Uwe Karczewski – Cover design

Kai Hansen - Guitar & Voice
Michael Weikath - Guitar
Markus Grosskopf - Bass
Ingo Schwichtenberg - Drum

Additional musicians
James Hardaway – E-mu Emulator II

Tracks:
Starlight
5:17 (Weikath/Hansen)
Murderer
4:26 (Hansen)
Warrior
4:00 (Hansen)
Victim Of Fate
6:37 (Hansen)
Cry For Freedom
6:02 (Weikath/Hansen)
Walls Of Jericho
0:53 (Weikath/Hansen)
Ride The Sky
5:51 (Hansen)
Reptile
3:44 (Weikath)
Guardians
4:19 (Weikath)
Phantoms Of Death
6:34 (Hansen)
Metal Invaders
4:10 (Hansen)
Gorgar
3:55 (Weikath/Hansen)
Heavy Metal (Is The Law)
3:51 (Weikath/Hansen)
How Many Tears
7:15 (Weikath)
Judas
4:39 (Hansen)
Recensione a cura di Fabio De Carlo
Helloween - Walls of Jericho

Un album power metal piu' che meritevole delle attenzioni e che in linea di massima impressiona forse piu' per i minor-key highregisterslinkyriffs presenti a elementi speed&fun neo-classical e l'insieme di melodie strutturate sul never-stopping16thnotegalloppingassault riffing con il gtr-duo Weikath/Hansen a macinare solos e adeguarsi a una dignitosa varieta' stilistica che permea il debut album Walls of Jericho. Unica pecca(di tipo tecnico):imperfezioni in fase di produzione.

Capolavoro!

Il più bel disco degli Helloween, a mio giudizio superiore anche ai due successivi "Keepers..."! L'album è un concentrato di potenza, melodia e duelli di chitarra, penalizzato un pò dalla produzione non all'altezza (in modo particolare la batteria), impreziosito dalla voce al vetriolo di un grande Kai Hansen! Brani immortali, come "Ride the Sky", "How many tears", "Guardians" e l'inno "Heavy Metal is the law"!

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 16 nov 2017 alle 22:11

Album tanto rozzo quanto ignorante è sempre un piacere riascoltarlo, niente a che vedere con il capolavoro seguente, ma i germi di quello che sarà ci sono tutti

Inserito il 15 nov 2017 alle 17:11

E' stupendo per la sua grezzezza, per la voce sguaiata di Kai Hansen che sembra uscira da un tubo di scarico, che insieme creano un tiro tremendo!

Inserito il 13 nov 2017 alle 18:22

concordo con Beppe: i 2 Keeper -seppur immensi- per me restano un gradino sotto WOJ.

Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.