Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2007
Durata:25 min.
Etichetta:Self-Produced

Tracklist

  1. INTRO
  2. SUICIDE MAN VS STUPID MAN
  3. MORNING IN AGONY
  4. JAPAN’S NIGHTMARE
  5. MY LIFE IS SUFFERING
  6. SOLITUDE DEPRESSION (ONE STEP TO SUICIDE)
  7. GLISS
  8. FROM THE DARK PAST
  9. PAIN IN YOUR EYES
  10. WITH THE TEACHER & VICTORIOUS WEAPONS

Line up

  • Alessandro Bucci: all instruments

Voto medio utenti

Alessandro Bucci è decisamente un ragazzo che non dà ascolto alle mie parole! Nella parte conclusiva della recensione dei suoi "Hell Baron's Wrath" avevo chiosato dicendo che le parti meno riuscite erano secondo me quelle ambient, e cosa fa lui?! Se ne esce con un lavoro solista completamente atmosferico ed elettronico, ispirato alla grande tradizione dei film horror italiani. Quelli a basso budget, magari con attori non all'altezza della situazione, ma con immagini e musiche da cagarti in continuazione nelle mutande!
Detto questo, potrei concludere qui la recensione, anche perché metà dei lettori l'avranno già chiusa. In effetti uno dei problemi principale di un progetto come questo è l'interesse che sia in grado di accendere nei potenziali ascoltatori. E purtroppo, da questo punto di vista, "Maka Isna" è un mero esercizio di stile, un motivo di sottofondo che - come è ovvio per una colonna sonora - è più portato ad accompagnare e a sottolineare piuttosto che a condurre. Non aspettatevi quindi di riascoltarlo in continuazione, perché di musica vera e propria ce n'è davvero poca. Il resto sono samples di ogni genere, lunghe parti angoscianti con improvvisi rumori a squarciare l'atmosfera, sporadici interventi della voce, tastiere lugubri, il battito perverso della batteria elettronica e quant'altro.
Non posso certo dire che l'obiettivo di Alessandro non sia stato raggiunto: ho provato ad ascoltare "Maka Isna" in cuffia in un ambiente buio e a me sconosciuto, e vi posso assicurare che in più di un momento il cuore ha iniziato a pompare sangue all'impazzata. Le sensazioni di terrore sono ben costruite, e l'utilizzo di rumori reali non fa altro che trasportare l'ascoltatore all'interno di un mondo che esiste, facendo leva su paure che magari abbaimo già provato nella vita di tutti i giorni. Peccato che, come ho scritto poco fa, la longevità di questa musica sia scarsa se non inesistente, e alla fine quella che ci rimane è solo una dimostrazione di grande abilità da parte del nostro Alessandro.
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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