(25 maggio 2024) AC/DC + The Pretty Reckless @ Reggio Emilia

Info

Provincia:RE
Costo:140,00 euro
[Disclaimer: l’articolo che segue raggiunge livelli preoccupanti di boomerismo; si sconsiglia la lettura alle persone contraddistinte da eccessiva giovinezza]

In effetti, proprio al fine di evitare sbandamenti sentimentali da vegliardo nostalgico, avevo dapprima flirtato con l’idea di conferire al report un taglio asettico, pervicacemente ancorato alla fredda cronaca.
D’altro canto, valutare il concerto degli AC/DC dello scorso sabato basandosi su parametri tecnico/organizzativi sarebbe esercizio artificioso e stolido, visto che proprio l’elemento emotivo è stato l’autentico perno dell’esperienza.

Ad ogni modo, qualche valutazione sugli elementi di contorno in premessa possiamo senz’altro concederla:

- l’Arena Campovolo è una location veramente sterminata, che purtroppo vincola la fruibilità dell’evento alla disponibilità economica ed alla velocità di connessione internet al momento dell’acquisto dei biglietti. Se non avessimo dilapidato un patrimonio, e non ci fossimo collegati nell’esatto istante in cui le vendite iniziavano per accaparrarci il prezioso accesso alla Red Zone (la più vicina al palco), avremmo assistito allo show da una distanza che definire siderale sarebbe eufemistico.
Mi rendo conto che simili problematiche siano in qualche misura congenite ad eventi di tale portata, ma il dubbio sull’opportunità di investire tempo e pecunie per intravedere dei vaghi puntini all’orizzonte, in tutta onestà, rimane. Così come permangono le perplessità circa il caldo terrificante che uno spazio del genere, privo di qualsivoglia elemento d’ombra, possa veicolare nei mesi estivi. Vi saprò dire a fine luglio, dopo il concerto dei Rammstein

- presumo dipenda dalle mie scadenti capacità manageriali, ma continuo a trovarmi a disagio col sistema dei token per acquistare cibo o bevande. Nulla di grave, per carità, e mi rendo conto che sotto certi aspetti faciliti le operazioni; d’altro canto, sostituire i soldi coi gettoni presuppone da un lato una inevitabile doppia fila, e dall’altro una valutazione previsionale sui futuri consumi oltremodo ardua. Morale: ogni volta concludo la serata con dei token inutilizzati, complice anche il fatto che le file per le birre, al termine dell’evento, siano chilometriche. A questo giro i prezzi, perlomeno, si rivelano un pelo meno drammatici di altre volte;

- essendo stati staccati oltre 100.000 biglietti ce lo si poteva ampiamente attendere, ma chi si è recato all’Arena con mezzi alternativi è stato premiato. La scelta di optare per lo scooterone, a conti fatti, si è rivelata salvifica: siamo infatti riusciti a rincasare quasi tre ore prima rispetto agli amici macchina-muniti. Piccole ma significative soddisfazioni…

- Non si intende affatto sminuire o mancare di rispetto ad una band che si è resa comunque protagonista di una performance solida e convincente, ma inserirei nel novero degli elementi di contorno anche i The Pretty Reckless, poiché in tal modo sono stati percepiti da buona parte dei presenti. L’hard rock blueseggiante proposto dalla compagine a stelle e strisce non combacia necessariamente coi gusti del sottoscritto, ma non se ne può negare l’efficacia, così come non si possono mettere in dubbio le capacità di Taylor Momsen, cui viene demandata in toto la gestione di presenza scenica ed intrattenimento del pubblico. Non tutto fila liscio (al tentativo di parlare in italiano sono seguite circa novantamila espressioni di assoluta perplessità), ma la frontman, oltre a mettere in mostra una gran bella timbrica, dimostra di saperci fare eccome sopra le assi di un palco. L’esibizione scorre dunque piacevole, pur in assenza di particolari picchi di adrenalina, e conduce ad un commiato fatto di meritati applausi. Forse non travolgenti, ma bravi nondimeno.

Ora, però, è tempo di passare al piatto forte…

AC/DC
Ho rimandato il più possibile, ma ora davvero non si può sfuggire ai sentimentalismi. Nel preciso momento in cui, alle 20.45 in punto, i Nostri salgono sul palco e dalle casse irrompe il riff di “If You Want Blood (You’ve Got It)”, si viene pervasi da un brivido di pura felicità, e un sorriso ebete si stampa sul volto. Soprattutto, si ha la distinta sensazione di trovarsi di fronte alla STORIA del rock, con tutte le lettere maiuscole.

Già, perché nonostante la line-up preveda, quali membri storici, i soli Angus Young e Brian Johnson, non si percepisce mai, nemmeno per un istante, lo spiacevole effetto cover band. Il carisma, la presenza, la statura di quei due è più che sufficiente a conferire autenticità e calibro all’intero show.

Capiamoci: non che i Nostri si basino esclusivamente sullo status leggendario (giustamente) raggiunto per sfangarla. Johnson, infatti, se la cava egregiamente per tutta la durata dello spettacolo, risultando più in palla e vocalmente sicuro rispetto alle prime due date del tour (perlomeno a giudicare dai filmati che circolano in rete). Angus, dal canto suo, è tarantolato come sempre, un chitarrista davvero posseduto dal demonio del rock, un gigante in grado di calamitare l’attenzione su di sé come pochissimi altri.

Tutto, dunque, fila come un treno fin dalle prime battute: palco ed impianto luci spettacolari, audio potente e nitido al tempo stesso, maxischermi in altissima definizione che permettono ai più distanti di cogliere dettagli preziosi (anche attraverso effetti speciali deliziosamente tamarri)… e poi ci sono i brani, che scorrono uno dopo l’altro pressoché a getto continuo, senza fronzoli, monologhi, proclami o altro: solo (grande) musica.

Chi se ne importa se mancano all’appello i pezzi a sfondo canino (“Dog Eat Dog” e “Givin’ the Dog a Bone”); se taluni dischi storici dei Nostri vengono ignorati nella compilazione della setlist; se il drummer Matt Laug –peraltro autore di un’ottima prova complessiva- arranca in alcuni passaggi.
Come scrivevo in premessa, questa sera sono gli aspetti puramente emotivi a prevalere. Il sottoscritto, per la cronaca, si è crogiolato in una bislacca mistura di gratitudine, esaltazione e nostalgia preventiva per un’epoca irripetibile della nostra musica prediletta che sta, ahimè, per concludersi.

Si parlava di discorsi da boomer, ed eccoci qui: mentre episodi immortali come “Shoot to Thrill”, “High Voltage” o “Highway to Hell” si susseguono, non posso non pensare che, con ogni probabilità, si tratterà dell’ultima volta in cui potrò ascoltarle dal vivo. Così come, allargando un po’ lo spettro, si affaccia la mesta consapevolezza che siamo ormai agli sgoccioli per tante compagini con le quali siamo cresciuti (penso a Deep Purple, Iron Maiden, Scorpions, Judas Priest e tante altre), e che di nuove leve in grado di mettere in piedi uno spettacolo di tale portata, purtroppo, non se ne scorgono.

Gli AC/DC, d’altro canto, delle mie svenevolezze se ne infischiano altamente, e continuano, brano dopo brano, a dimostrare una grinta e una compattezza invidiabili. Così, senza quasi accorgercene, ci troviamo già proiettati verso la parte conclusiva dello show, che vede Angus, dopo la frenetica “Let There Be Rock”, cimentarsi in un torrenziale assolo (non ho cronometrato, ma credo abbia ampiamente superato i dieci minuti).

Seguono gli immancabili bis, che si concludono con gli iconici colpi di cannone di “For Those About to Rock (We Salute You)”.
Ci incamminiamo dunque verso l’uscita felici e soddisfatti, coltivando la speranza che non si sia trattato di un addio.
Se così fosse, grazie di cuore per tutto cari AC/DC; vi si vuole e vi si vorrà sempre bene.

THE PRETTY RECKLESS setlist:
1- Death by Rock and Roll
2- Since You're Gone
3- Follow Me Down
4- Loud Love (Soundgarden cover)
5- Witches Burn
6- Make Me Wanna Die
7- Going to Hell
8- Heaven Knows
9- Take Me Down

AC/DC setlist:
1- If You Want Blood (You've Got It)
2- Back in Black
3- Demon Fire
4- Shot Down in Flames
5- Thunderstruck
6- Have a Drink on Me
7- Hells Bells
8- Shot in the Dark
9- Stiff Upper Lip
10- Shoot to Thrill
11- Sin City
12- Rock 'n' Roll Train
13- Dirty Deeds Done Dirt Cheap
14- High Voltage
15- Riff Raff
16- You Shook Me All Night Long
17- Highway to Hell
18- Whole Lotta Rosie
19- Let There Be Rock
Encore:
20- T.N.T.
21- For Those About to Rock (We Salute You)
Report a cura di Marco Cafo Caforio

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